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22:37 - mercoledì 23 maggio 2012


Santarcangelo dei Teatri 2006

Rimini, 7 giugno 2006 - Transdisciplinarietà. Qualunque cosa voglia dire, complimenti agli organizzatori della XXVI edizione di Santarcangelo dei Teatri, che quest'anno - oltre al fresco conio di un ennesimo modo per indicare il desiderio di rompere gli schemi (o mischiare le carte, se preferite) - si presenta con un luccicante sottotitolo (in inglese, ma non è fighetteria, è che qui si parla di Europa, quindi...): International Festival of the Arts. Sotto la direzione del francese Olivier Bouin, incaricato lo scorso anno secondo modalità che avevano fatto un po' saltare la mosca al naso agli altri «papabili» alla carica, e con la condirezione di Paolo Ruffini, questo tradizionale appuntamento con il teatro di ricerca si presenta ancora una volta vivace e vitale, malgrado i tempi di vacche magre e le altre nequizie che affliggono lo spettacolo italiano. Che fare? Gettare lo sguardo (e il cuore) oltre le frontiere - fra i generi e fra i Paesi - esplorando nessi e contraddizioni tra teatro, danza, arti visive, cinema e musica e aprendo le porte della celeberrima ospitalità romagnola a realtà artistiche che provengono da Francia, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Israele e Norvegia. Il tutto, dal 10 al 16 luglio, a Santarcangelo di Romagna e dintorni.
Tra i partecipanti, cogliendo necessariamente fior da fiore, ché l'elenco è lungo e tutto stuzzicante, ci cade l'occhio su Rodrigo Garcia, che accompagnato da Carniceria Teatro presenta in anteprima il 15 e 16 Borges + Goya. L'irriverente e bulimico argentino sarà preceduto (14 e 15) da Tim Etchells e i Forced Entertainment, storico gruppo di Sheffield che con Exquisite Pain, ispirato ai racconti sul dolore raccolti dall'artista francese Sophie Calle nel libro omonimo, si misura per la prima volta con un testo autoprodotto.
Che dire della pattuglia italiana? Che a Santarcangelo saranno presenti - con anteprime e/o riproposizioni di lavori recenti che hanno raccolto buone vibrazioni - molti degli artisti e dei gruppi che tanto di frequente trovate citati anche nel nostro sito; esponenti di quell'idea di teatro che non teme di osare e che anzi fa dell'inesausta ricerca il suo faro. Ascanio Celestini (con Michele Piovani in un omaggio a Pier Paolo Pasolini);l'Accademia degli Artefatti di Fabrizio Arcuri alle prese con un nuovo capitolo sul teatro di Martin Crimp e la riproposta di Attentati alla vita di lei; Pippo Delbono, che ripercorre vent'anni buoni di edizioni del festival. Non potevano mancare i riminesi Motus (Enrico Casagrande e Daniela Niccolò) con a place [that again], pièce dedicata a Samuel Beckett (che se non fosse morto nel 1989, quest'anno ad aprile avrebbe compiuto un secolo), e la compagnia cesenate Socìetas Raffaello Sanzio, che in apertura di manifestazione (ri)presenta la XII Crescita - quella di Avignone - del ciclo della Tragedia Endogonidia: un'azione teatrale di appena 15 minuti, durante i quali 30 spettatori per volta sono chiamati a svolgere la funzione del coro dell'antica tragedia greca. L'accompagnamento musicale è di Scott Gibbons, con il quale il gruppo di Romeo Castellucci ha stretto da tempo una proficua reciproca collaborazione.
Coprodotto dal festival, Alessandro Berti presenta in anteprima nazionale, l'11 e 12 luglio, il suo Confine, nuovo capitolo della ricerca sui punti di contatto tra drammaturgia e corpo, in cui il racconto di una famiglia che vive ai margini della società si impasta con immagini di terre periferiche e brani di musica rock eseguiti dal vivo. Non a caso parliamo di «impasto», perché L'impasto è la compagnia a cui Berti ha dato vita alcuni anni fa assieme a Michela Lucenti. A tale coerente testimonianza artistica di un teatro «politico», condotto nel segno di un'inesausta attenzione alle evoluzioni/involuzioni della società contemporanea, in passato Delteatro.it ha dedicato attenzione recensendo Psicoshow, spettacolo ispirato all'opera di Franco Basaglia. Scartabellando tra i meandri del nostro database abbiamo anche scovato un'intervista doppia datata 2001.
Lo spazio alla giovane drammaturgia italiana sarà assicurato dalla presenza di recenti vincitori di premi, come Maurizio Camilli, che si è aggiudicato il Tuttoteatro Dante Cappelletti, e Stefano Massini, vincitore del Premio Tondelli. Torna invece a Santarcangelo con un nuovo progetto Nicoletta Magalotti:Porpora: una suite barocca si avvale della collaborazione drammaturgica di Luca Scarlini.
Resterebbero «solo» da illustrare le altre cinque sezioni in cui si articola il festival, tra danza, arti visive, musica, cinema e letteratura. Ma avendo terminato l'inchiostro, vi rimandiamo vilmente al sito ufficiale, dove troverete il calendario completo degli eventi e utili informazioni per assistere agli spettacoli. (e.f.)
Nella foto, una veduta aerea di Santarcangelo di Romagna

(00:00 - 07 giu 2006)





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