Settantaquattro anni e due giorni ci separano dal 22 aprile 1933, il giorno in cui il Nabucco diretto da Vittorio Gui inaugurava il primo festival musicale italiano. Con qualche defezione dovuta alla guerra, il Maggio celebra a partire da oggi la sua settantesima edizione, aprendo con un’opera commissionata appositamente, come si faceva un tempo. Si tratta dell’Antigone di Ivan Fedele (libretto di Giuliano Corti), che il direttore artistico Paolo Arcà e il sovrintendente Francesco Giambrone (entrambi nominati poco più di un anno fa) hanno affidato alla regia di Mario Martone. Sul podio salirà il maestro ginevrino Michel Tabachnik, ben noto al pubblico italiano.
Di sicuro impatto la scena ideata da Martone con Sergio Tramonti, che cura anche i costumi: un’enorme grata-città che occupa l’intero palcoscenico, protesa verso il pubblico. Su di essa agiscono i protagonisti canori, Monica Bacelli (Antigone), Roberto Abbondanza (Creonte) e Chiara Taigi (Ismene). In occasione della settantesima edizione, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso al Maggio l’Alto Patronato. Dopo la prima del 24 aprile, l’opera sarà replicata il 4 e il 6 maggio.
Il programma del festival di quest’anno, superate le secche economiche dell’edizione 2006, propone, oltre all’Antigone, la seicentesca Dafne di Marco da Gagliano (al Teatro Goldoni il 31 maggio e primo giugno), diretta dallo specialista del barocco Gabriel Garrido per la regia di Davide Livermore, e la settecentesca Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto, che segna l’atteso ritorno di Riccardo Muti sul podio del Maggio, da dove la sua luminosa carriera spiccò il volo oltre trent’anni fa. Due le recite in programma, il 28 e 29 aprile, con Daniela Barcellona nel ruolo di Orfeo e Andrea Rost in quello di Euridice.
All’Ottocento appartiene infine la Tetralogia wagneriana, un progetto fortemente voluto dal maestro Zubin Metha, nominato l’anno scorso direttore onorario a vita del Maggio dopo esserne stato per vent’anni direttore principale. Coprodotto con il Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, il progetto si svilupperà nel corso del prossimo triennio. Quest’anno sono in programma l’Oro del Reno (14, 19, 23 e 27 maggio) e Valchiria (16, 21, 25, 29 maggio), allestite entrambi con la celebre compagnia sperimentale catalana LaFura Dels Baus.
La sezione sinfonica del Maggio si reggerà sul Progetto Barenboim, che vedrà il maestro argentino impegnato in ben quattro appuntamenti: un concerto per pianoforte solista su musiche di Liszt (12/5), ancora al pianoforte ma con l’Orchestra del Maggio, diretta da Metha (18/5), e infine in un doppio appuntamento alla guida della sua Orchestra, la Staatskapelle di Berlino, in cui saranno eseguite la quinta e settima sinfonia di Mahler (3 e 4 luglio).
Per la danza, Firenze ospiterà alla Stazione Leopolda la "prima" assoluta del nuovo progetto di Lucinda Childs, Daphnis et Chloé, realizzato in collaborazione con Fabbrica Europa (19-24/5); in precedenza l’anziano maestro Maurice Béjart avrà proposto col suo Ballet Lausanne in anteprima nazionale la coreografia La vie du danseur racontée par Zig et Puce (11-13/5).
Previste anche incursioni nel teatro, con Fanny Ardant impegnata nella recitazione de La Maladie de la mort di Marguerite Duras e nel mondo delle contaminazioni fra generi, grazie alla rassegna itinerante Maggio Off. Chiusura ufficiale il 30 giugno con il concerto gratuito in piazza della Signoria, diretto da Zubin Metha, che vedrà la partecipazione del pianista turco Fazil Say. In programma musiche di Caikovskij. Ulteriori informazioni su maggiofiorentino.com.
(19:05 - 24 apr 2007)
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