Vietata ai vegetariani la nuova produzione di Rodrigo García che debutta in Italia venerdì 29, con replica sabato 30 giugno, al Festival di Villa Adriana, a Tivoli, con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea. Il titolo è infatti Cruda. Vuelta y vuelta. Al punto. Chamuscada (Cruda. Al sangue. A puntino. Bruciata), in riferimento ai diversi gradi di cottura della carne. Non a caso, la compagnia teatrale fondata nel 1989 dall’autore di testi provocatori come La historia de Ronald el payaso de Mc Donald, si chiama La Carnicerìa Teatro (Teatro La Macelleria).
Il regista di origini argentine, da sempre interessato ai riti popolari, ne approfitta per rivisitare la tradizione della Murga, il carnevale dei quartieri poveri di Buenos Aires (benché si tratti di una tradizione proveniente dall’Uruguay) in cui dominano le danze, le musiche di strada, le percussioni e gli eccessi nel mangiare e nel bere. García cerca però di mettere in luce anche la componente di disagio e di protesta sociale alla base di questa manifestazione, ai cui preparativi i murgeros si dedicano in maniera minuziosa tutto l’anno. Infatti, affianco ai canti e ai balli, durante la ricorrenza vengono inscenati brevi dialoghi satirici in cui attori mettono in scena situazioni che rimandano direttamente ad avvenimenti politici del recente passato.
Il teatro di Rodrigo García è del resto improntato alla provocazione e alla riflessione, si propone come forma di azione sociale piuttosto che come puro intrattenimento. A questo obiettivo sono finalizzati la fusione e l’intreccio di linguaggi (teatrali e non), senza indulgere in una sperimentazione fine a se stessa.
(13:02 - 28 giu 2007)
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