Perla Peragallo, una delle personalità più incisive del teatro di ricerca degli ultimi decenni, si è spenta a Roma, la città ove era nata nel 1943, figlia del compositore Mario Peragallo. Il nome di Perla, formatasi artisticamente alla scuola di Alessandro Fersen, è legato soprattutto a quello di Leo De Berardinis, con il quale condivise un lungo sodalizio fin dalla seconda metà degli anni Sessanta, dando vita alla cosiddetta "scuola romana". Risale infatti al 1967 La faticosa messinscena dell'Amleto di William Shakespeare, cui fece seguito Sir and Lady Macbeth.
I due, trasferitisi all’inizio degli anni Settanta nell’entroterra campano, diedero vita a spettacoli memorabili, in cui la tradizione partenopea veniva mischiata a elementi d’improvvisazione, grazie anche all’impiego di attori non professionisti e musicisti di paese. Venne così il tempo di `O zappatore (1972) a King lacreme Lear napulitane (1973) fino allo struggente Sudd (1974). In seguito l’attrice intraprese un’intensa attività drammatica, che risultò in lavori come Assoli (1977) e Avita murì (1978). L’ultimo spettacolo firmato a quattro mani con De Berardinis, Annabel Lee, risale al 1981.
Nell’89 Perla decise di dare l’addio alle scene, per dedicarsi anima e corpo all’insegnamento, attraverso la scuola per attori il Mulino di Fiora, che ha contribuito a formare decine di validi interpreti, da Ilaria Drago ad Ascanio Celestini. Con Perla Peragallo il teatro italiano perde un’artista di rara capacità e coerenza, che non ha mai ceduto a facili lusinghe, dedicando l’intera esistenza a esplorare l’animo umano attraverso un teatro fatto di emozioni vere e profonde.
(20:18 - 20 ago 2007)
ValeriaOrani scrive alle 15:07 - gio 30 ago 2007
E' incredibile che questa notizia non sia circolata nei canali di informazione. Grazie a questo sito che assieme al trafiletto della Gazzetta di Parma e all'articoletto sul Manifesto si è potuto innescare il passaparola, e noi, maestranze dello spettacolo, vicini al lavoro dei tanti allievi di Perla, ne stiamo venendo a poco a poco a conoscenza. E' evidente che per lei non era pronto nessun "coccodrillo". Il Teatro contemporaneo ha perso un pilastro fondamentale che, ironia della sorte, verrà ricordata da tanti con l'immagine non del suo viso, ma di quello di Leo de Berardinis. (p.s. ma era proprio necessario pubblicare la foto di Leo?)
01/07/2011
Nasce myword.it
12/05/2011
Segnali... di resistenza
12/05/2011
Emma Dante al Salone del Libro
28/03/2011
ricci/forte, niente favole, niente sconti
28/03/2011
Addio a Franco Quadri