Federico Mila è un critico teatrale romano, un po' appesantito nel corpo e nell'anima ma ancora seduttore incallito. Incapace di resistere al fascino muliebre, ritrova improvvisamente un'antica fiamma, Giulia, bella e giovane addetta stampa, ora in forze al Nuovo Petruzzelli, il teatro barese distrutto dalle fiamme che vuol tornare protagonista.
La donna finisce però invischiata in loschi traffici che si raggomitolano in un intrigo internazionale fra Italia, Macedonia e Francia. Mafia albanese, contrabbando di opere d'arte e i palcoscenici dei teatri d'opera europei sono lo sfondo su cui si dipana un thriller "melodrammatico", che agli amanti del teatro - soprattutto quello d'opera - riuscirà particolarmente avvincente.
Del resto, l'autore è Andrea Porcheddu, nella vita critico e docente di critica teatrale, nonché storico collaboratore di Delteatro.it, la cui sagoma ci pare di scorgere nascosta nell'ombra di Federico Mila. La fine dell'avvincente romanzo si trova in libreria, dove Amarti m'affatica è reperibile per i tipi della Maschietto editore (240 pagine, 18 euro), con prefazione di Giorgio Gosetti e disegni di Mario Francesconi. Il libro, appena uscito, potrebbe presto diventare un film. Porcheddu ha già all'attivo un altro romanzo, Piccola tragedia in minore (Croce Libreria) e il saggio sul teatro di Emma Dante dal titolo Palermo dentro. Il teatro di Emma Dante (leggi la recensione).
(16:15 - 05 mar 2008)
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