Non abbiamo lesinato critiche sugli sviluppi recenti del Festival di Santarcangelo (leggi in proposito il commento di Andrea Porcheddu), dopo le dimissioni di Olivier Bouin e l'assunzione della presidenza da parte di Sandro Pascucci, cui è toccato un compito certo non agevole. Si critica ciò che sta a cuore, ciò che si crede possa contribuire a far crescere la cultura verso quanto di nuovo e positivo si muove sulla scena italiana.
Va quindi apprezzato il fatto che la 38ª edizione - che si svolge dall'11 al 20 luglio con un prologo musicale il 10 - guardi con rinnovata attenzione a realtà nostrane, spesso cresciute a pochi passi dal festival e anche grazie ad esso. Non è provincialismo, dal momento che parliamo di gruppi come la Socìetas Raffaello Sanzio, Teatrino Clandestino, Fanny & Alexander, Motus, Kinkaleri, inseriti in un circuito che valica i confini nazionali, pur rimanendo curiosamente strabico, o meglio astigmatico: vede meglio le cose lontane e poco quelle vicine.
Nel caso di Teatrino Clandestino e Fanny & Alexander, le anteprime assolute che presentano al festival sono state precedute anche da residenze. Il gruppo bolognese presenta Candide o il bastardo, tratto da Voltaire (16-18) e ripropone L'idealista magico (11 e 12 luglio). Fanny & Alexander prosegue invece nell'Oz Project presentando Emerald City (11-15 luglio), nuova tappa del percorso destinato a concludersi nel 2010. Al centro dell'allestimento vi è la figura del dittatore Hitler, che prova in un video le moderne tecniche di imbonimento televisivo. Il pubblico, per assistervi, dovrà indossare i classici occhialini bicolori per le visioni in 3D. In programma anche la tappa precedente dell'Oz Project, Kansas (11 e 12 luglio).
Si tratta di un ritorno a casa anche per i riminesi Motus, che propongono X (ics) Racconti crudeli della giovinezza [x.02 movimento secondo] (17 e 18 luglio), secondo capitolo di una trilogia in cui, anche in questo caso, il video rappresenta un ausilio indispensabile della narrazione. Tra i gruppi presenti in cartellone troviamo poi Muta Imago (14 e 15 luglio) con Lev (leggi la recensione) e Giulio Casale, continuatore del teatro-canzone alla Gaber, in scena con Formidabili quegli anni, lo spettacolo sul '68 basato sul testo di Mario Capanna (18 luglio). Come accennavamo all'inizio, il 10 è previsto un prologo musicale con Giovanni Sollima e i violoncelli della Scala, seguiti dall'Orchestra di Piazza Vittorio (11 luglio), Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (14 luglio) e la festa musicale react!/aksè (19 luglio), con i gruppi che hanno preso parte a un precedente progetto di residenza fra Santarcangelo, Longiano e l'Arboreto di Mondaino.
Nella sezione danza e arti performative, si segnala la giovane Teodora Castellucci, che presenta con la sua compagnia Dewey Dell la performance che l'ha fatta conoscere a livello europeo, à elle vide (16-18 luglio). I toscani Kinkaleri hanno invece realizzato, in coproduzione con il festival, una personale rilettura di Romeo e Giulietta di Shakespeare, dal titolo Alcuni giorni sono migliori di altri (11 e 12 luglio). In cartellone anche mk, Ooffouro e pathosformel, gruppo segnalato da Scenario, che presenta in anteprima lo sperimentale La più piccola distanza (18 e 19 luglio).
Viene infine riproposta la sezione dedicata ai bambini, con il magico Buchettino della Socìetas Raffaello Sanzio (18-20 luglio), che invita grandi e bambini a sorbire la fiaba distesi in piccoli lettini. Nuova è invece la collaborazione con il festival Malafesta, che propone un calendario di spettacoli teatrali, di cinema e istallazioni. Infine, con il progetto Potere senza potere, alcune compagnie ospiti hanno deciso di interrogarsi autonomamente sul futuro di Santarcangelo, coinvolgendo critici, organizzatori e forze politiche. Non è male che ciò avvenga, ci auguriamo che sia anche utile. (enzo fragassi)
(20:27 - 19 giu 2008)
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