È con "irrispettoso rispetto" che l'ancor giovane Stefano Massini da Firenze affronta da qualche anno la scrittura teatrale, ricevendone in cambio numerosi riconoscimenti e valicando anche i confini nazionali per farsi applaudire in Francia, Germania e prossimamente anche negli Stati Uniti. Dopo La fine di Shavuoth, tratto da Kafka (leggi la recensione) e la Commedia di Candido, in cui si confronta con il celebre apologo volteriano (con la complicità di Ottavia Piccolo, intensa protagonista anche di Processo a Dio), il 33enne Massini ha ripreso in mano il capolavoro gotico di Mary Shelley, Frankenstein, oggetto del debutto assoluto di martedì 5 maggio al Fabbricone di Prato, prodotto dal Teatro Stabile della Toscana - diretto da Federico Tiezzi - con Teatro delle Donne e in collaborazione con il Festival della Creatività (repliche fino a domenica 17). La regia di Frankenstein, ossia Il Prometeo moderno è dello stesso Massini, mentre Sandro Lombardi dona volto e voce alla Creatura.
Sfrondato da equivoci e sovrastrutture stratificatesi nei secoli, che pure ne hanno fatto un classico della letteratura gotica, il personaggio al centro della pièce di Massini è Victor, il Creatore, mentre la Creatura (cioè Frankenstein, anche se - nota giustamente Massini - questo è il cognome di Victor, non il nome della Creatura, che in quanto tale non ha nome) è ben presente in video, con le sembianze umanissime di Sandro Lombardi. L'intento è dunque quello di restituire al pubblico un'immagine non caricaturale dell'intreccio, con il suo sguardo gravido di domande inevase, di angosce e solitudini, che la Creatura getta sul mondo quasi con distacco, posto improvvisamente di fronte a una condizione di essere-umano-non-umano, al cospetto di un Creatore che è invece un dio-non-dio, in quanto essere umano. Insomma, una lettura "sfrontata" che non mancherà - come già in lavori precedenti di Massini - di cogliere in controtempo lo spettatore su qualcosa che gli sembrava di conoscere e che invece potrebbe rivelare - grazie a un diverso angolo visuale - inaspettati spunti di riflessione.
Sulle scene di Laura Besi e con i costumi di Micol Medda e Caterina Bottai, recitano Luisa Cattaneo, Silvia Frasson, Amerigo Fontani, Alessio Nieddu, Daniele Bonaiuti, Simone Martini, Antonio Fazzini e Roberto Posse. Luci di Roberto Innocenti.
(19:52 - 28 apr 2009)
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