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23:11 - mercoledì 23 maggio 2012


È morta Pina Bausch

Il mondo della danza contemporanea ha perso con Pina Bausch, scomparsa improvvisamente all'età di 68 anni a causa di un cancro che le era stato diagnosticato solo cinque giorni prima, una delle sue figure cardinali, un'artista destinata a occupare nella storia dello spettacolo uno spazio ben maggiore di quanto la sua figura esile, quasi esangue, lasciasse immaginare. Era nata a Solingen, in Germania, il 27 luglio 1940, avrebbe dunque compiuto fra pochi giorni il suo sessantanovesimo compleanno.

Per una tragica ironia, la scomparsa di Pina Bausch coincide con la sua presenza artistica nel nostro Paese, dove la Biennale Danza di Venezia - che le aveva consegnato il Leone d'oro alla carriera nel 2007 - le ha appena dedicato un breve omaggio a cura dell'Accademia di Danza, e dove la sua creazione Bamboo Blues sarà presentata il 4, 5 e 6 luglio nell'ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. La coreografa del resto viaggiava molto per mestiere e amava il nostro Paese. Aveva anche dedicato uno dei suoi "stück" a Palermo e Federico Fellini l'aveva voluta nel ruolo della contessa cieca in E la nave va.

Nata Philippine, ma da tutti conosciuta con il diminutivo Pina, Bausch è l'ideatrice del "tanztheater", il teatrodanza che fonde espressione coreutica e attoriale. Formatasi a Essen negli anni '50 con Kurt Joss, frequenta grazie a una borsa di studio la Julliard School of Music di New York, esibendosi in seguito per il New American Ballet e per la Metropolitan Opera. Nel 1973 la svolta, con la nascita del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che le permette di dedicarsi a una nuova forma espressiva, subito riconosciuta e premiata come tale in tutto il mondo. Inizialmente ispirate al mondo letterario, le sue creazioni assumono un'identità più autonoma a partire da Cafe Müller del 1978, realizzato sulle musiche di Henry Purcell.

Leggi la biografia completa nel Dizionario dello Spettacolo on line.

Fra le prime testimonianze di cordoglio che stanno pervenendo dal mondo dello spettacolo, c'è quella del sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesco Giambrone, legato da profonda e antica amicizia alla coreografa. Si dice affranto della perdita anche Vladimir Derevianko, oggi direttore della Compagnia di Danza del Maggio, che ne ricorda la forte personalità, capace di segnare profondamente l'evoluzione del linguaggio coreutico nel secolo scorso.

Particolarmente commosso è anche Pippo Delbono, che ha lavorato a lungo con la coreografa: "Pina metteva in scena corpi che urlavano, che parlavano. Se paragonato all'uso del corpo nel Paese delle veline - dice - si capisce quanto fosse più vero il 'corpo' nella Bausch, la verità che esprime, anche al di fuori dei canoni tipici classici della danza". Ricorda Pina come un'artista e una donna "generosa, curiosa e aperta" anche Leoluca Orlando, l'ex sindaco di Palermo che ebbe modo di conoscerla bene durante l'allestimento dello spettacolo che la coreografa realizzò nel capoluogo siciliano.

(17:55 - 30 giu 2009)


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