Dove va la critica teatrale? Verso "reportage in due battute", "sinossi-clip", critiche-saggio e un ben meditato "mix fra graphic novel e storyboard". Questo è almeno il responso dell'edizione 2009 di Lettera 22, il concorso riservato alla critica teatrale, che domenica scorsa, al teatro Verdi di Padova, ha incoronato tre giovani colleghi, tutti in qualche misura provenienti dall'universo dei cosiddetti New Media.
La seconda edizione del concorso, promosso dall'associazione culturale "Giudecca" e diretto da Gaia Silvestrini, ha dunque fatto registrare il seguente ordine di arrivo: prima classificata, Maria Vittoria Solomita, classe 1981, collaboratrice di Radio Meridiano 12 di Roma; secondo classificato, Gherardo Vitali Rosati, anche lui nato nell'81, attualmente in forze come collaboratore alla redazione fiorentina del Corriere della Sera ma attivo anche sul Web; e infine, Fabiana Campanella, del 1976, contributor di Yorick.tv, webzine del Teatro di Pisa.
A condizionare l'esito della giuria, di cui facevano parte alcuni fra i più noti critici di teatro nazionali, è stata innanzitutto la ricerca di un linguaggio innovativo messo in pratica dai candidati, I quali, per prepararsi alla tenzone, hanno avuto accesso a diversi spettacoli allestiti in varie sedi teatrali nazionali e poi - nella fase finale - durante il Napoli Teatro Festival Italia, svoltosi a giugno nel capoluogo campano.
Così, nel corso della serata che ha visto presenti, fra gli altri, il direttore dello Stabile del Veneto, Luca De Fusco e il caustico scrittore vicentino Vitaliano Trevisan (che ha letto alcune celebri "stroncature"), Maria Vittoria Solomita ha agguantato il primo premio grazie a "sicuri risultati di slittamento, di commento live, di reportage in due battute, di clip-sinossi, di voyeurismo verbale, con innesto di più canoni diagnostici", mentre il secondo, Vitali Rosati, rivelava "d'aver nettamente capito che una nuova strada critica è nel mix tra graphic novel e storyboard". In apparente controtendenza Campanella (e chissà che non c'entri quel lustro di differenza che la separa dai primi due), la quale si è invece prodotta in una dotta critica "tra il letterario e il saggistico, molto adatta agli ospitali siti dei commenti online, per non arrendersi alle secche e alle griglie delle rubriche teatrali cartacee".
Insomma: se il teatro "à la carte" non "tira" più, occorre buttarla sul creativo. E nulla oggi appare più creativo dei New Media. Parola di Delteatro.it. (e.f.)
Www: Lettera 22
(15:12 - 17 set 2009)
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