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17:31 - venerd́ 10 febbraio 2012


Teatro di Roma: dimissioni di Giovanna Marinelli

E dunque Giovanna Marinelli lascia. Con poche righe, più una lettera dai toni pacati che non un formale comunicato stampa, la signora del teatro italiano, da due anni alla guida dello Stabile di Roma, annuncia che si ritira dall'incarico per motivi personali e familiari.

Con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato (prevista per l'autunno 2010), Giovanna Marinelli decide di farsi da parte prima della definizione della prossima stagione, lasciando campo libero ai successori. Il presidente Oberdan Forlenza getta acqua sul fuoco: non ci sono motivi politici, dice alla stampa capitolina. E con "rammarico" prende atto della decisione del suo direttore. Certo, la Marinelli - veltroniana di ferro - deve aver patito e non poco il cambio politico al Comune di Roma, e forse le prossime regionali, dopo lo squallido scandaletto Marrazzo, non fanno presagire ribaltoni in una scena politica decisamente segnata dal centro destra. Ma Forlenza afferma che non ci sono state pressioni di alcun tipo.

Nella lettera di saluto, Marinelli ricorda "il consenso del pubblico, soprattutto giovane, alla programmazione e la maggiore apertura degli spazi ad attività di approfondimento e di confronto" come motivi di soddisfazione. Nessuna polemica, insomma, come è stile di questa manager del teatro che ha guidato l'Eti con grande verve: e soprattutto nessun riferimento, se non per ringraziare, alla macchina burocratica di uno stabile che è stato capace di stritolare non solo Mario Martone (si ricorderà la burrascosa vicenda che portò alle dimissioni del regista) e, prima di lui, lo stesso Luca Ronconi.

Ma è certo che il Teatro di Roma deve fare i conti con la propria identità: in questi due anni lo Stabile ha prodotto spettacoli anche di livello, affidandosi a nomi consolidati (Gabriele Lavia, Gigi Proietti, il Cirano con Popolizio, De Filippo) e aprendo timidamente e forse in eccessiva fretta a "giovani" (come Lucia Calamaro o Mirko Feliziani).

Eppure, l'impressione che si ha è che, a fronte delle grandi aspettative che la nomina della Marinelli aveva suscitato, lo Stabile abbia certo ben fatto, ma senza brillare particolarmente in innovazione o cambiamenti. Ora il Teatro di Roma, che gestisce le due sale dell'Argentina e dell'India più i famosi "teatri di cintura" (Tor Bella Monaca, Quarticciolo, Ostia) dovrà fare i conti con il futuro. I nomi che circolano per la futura direzione sono i "soliti" della destra: Luca Barbareschi e Luca De Fusco. Staremo a vedere. Per il momento, speriamo che la sincera passione di Giovanna Marinelli per il teatro non la terranno a lungo lontano dai palcoscenici italiani. (andrea porcheddu)

(18:48 - 22 feb 2010)


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