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09:16 - giovedì 17 maggio 2012


10 minuti di applausi per i Demonî di Peter Stein

Dieci minuti di applausi con standing ovation hanno salutato il debutto dei Demonî (con l'accento sulla "o") di Dostoevskij, nella fluviale versione del regista Peter Stein, durata complessivamente poco meno di dodici ore. Mentre all'esterno dell'Hangar Bicocca - la struttura ex industriale che sorge alla periferia nord di Milano - cominciavano i caroselli festosi delle auto cariche di tifosi interisti, al settimo cielo per la conquista di una storica Champions League, all'interno l'entusiasmo del pubblico non era inferiore, mentre si tributava il giusto riconoscimento a una compagnia straordinariamente compatta e disciplinata e al regista, generoso nel calarsi nei panni di uno ieratico "pope" in scena ma anche simpaticamente inflessibile in quelli del direttore di sala, che richiamava con puntualità tutta teutonica il pubblico con la campanella al termine della varie pause che hanno scandito questa lunga giornata di teatro, cominciata alle 11 del mattino e terminata pochi minuti prima della undici di sera.

A parte il caldo a tratti soffocante all'interno del grande capannone che ha ospitato il debutto dello spettacolo - prodotto da Tieffe Teatro e Wallenstein Betriebs GmbH in collaborazione con il Napoli Teatro Festival Italia - tutto è filato liscio e l'impressione palpabile al termine era quella di aver assistito a un evento teatrale destinato a restare scolpito nella memoria. Non solo per la monumentalità dell'allestimento, ma proprio per l'intrinseca condivisione di una esperienza non trasversale ma perfettamente orizzontale, che andava dai tecnici allestitori fino al pubblico, passando ovviamente per gli artisti, che hanno provato fino a notte fonda alla vigilia della "prima".

Una fatica ben ripagata da una prova corale degli interpreti, in cui ci sono sembrati emergere per tono e intensità Maddalena Crippa ed Elia Schilton, assieme allo Stavrogin di Ivan Alovisio e al Pëtr di Alessandro Averone. Ma lasceremo ad un prossimo commento più qualificato l'addentrarsi nei meandri di questo capolavoro della letteratura decadentista in cui - come ha notato lo stesso Stein - "c'è tutto": amore, morte, amicizia, fede, idealismo e materialismo.

Una citazione conclusiva meritano le scarne scene di Ferdinand Woegerbauer, risolte brillantemente con pochi oggetti emblematici, due semplici quinte laterali nella quali si aprivano quattro porte e un paio di pareti semoventi, spesso spostate a vista degli stessi attori. I bei costumi ottocenteschi - a eccezione della mise contemporanea del narratore, impersonato con mirabile duttilità da Andrea Nicolini, sono di Anna Maria Heinreich, mentre le luci - scintillanti nella prima parte dominata dai registri alti dell'umorismo, poi via via sempre più tenebrosi e acidi con l'approssimarsi del tragico finale - sono di Joachim Barth.

Dopo Milano (repliche il 23, 29 e 30 maggio), I demonî - spettacolo vincitore del premio Ubu come miglior spettacolo dell'anno - partirà per una tournée europea che dopo la Wiener Festwochen di Vienna e l'Holland Festival di Amsterdam toccherà nuovamente il suolo italiano, prima al Napoli Teatro Festival Italia (il 19 e 20 giugno) e poi la Romagna, nell'ambito del Ravenna Festival (26 e 27 giugno). (enzo fragassi)

Www: I Demonî

(01:50 - 23 mag 2010)


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