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09:18 - giovedì 17 maggio 2012


Decreto Bondi. Lirica in rivolta

Non si placa la protesta dei lavoratori della lirica dopo la firma apposta - venerdì 30 aprile - dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul decreto di riforma del settore messo a punto dal ministro della Cultura, Sandro Bondi. Questa mattina i dipendenti della Scala, che hanno già annunciato il blocco della "prima" dell'Oro del Reno giovedì 13 maggio, hanno inscenato una manifestazione a sorpresa prima della prevista riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione omonima, preannunciando ulteriori interventi nei prossimi giorni.

Fra le richieste poste come condizione dal Capo dello Stato per apporre la propria firma sul contestato decreto - appena entrato in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (una copia è disponibile qui, sul sito del Giornale dello Spettacolo) - era che il ministro si incontrasse con le rappresentanze sindacali, cosa che avverrà giovedì 6 maggio.

Intanto, non è facile tenere il conto delle agitazioni già messe in campo e di quelle in programma. Le maestranze dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia hanno deciso il blocco a oltranza delle attività, anche se gli orchestrali hanno previsto concerti gratuiti all'Auditorium di Roma per informare la cittadinanza sulle ragioni della protesta. Ad essere già "saltate" sono le "prime" del balletto Don Chisciotte - sempre all'Opera di Roma - e della prima replica della Donna senza ombra in programma al Maggio Musicale di Firenze, diretta da Zubin Metha. Stesso destino ha seguito l'esordio del Barbiere di Siviglia a Torino. A Genova è a rischio il concerto di Jordi Bernàcer su musiche del ‘900 in programma giovedì, mentre la settimana successiva, martedì 11, non andrà in scena la Carmen di Bizet diretta da Michele Mariotti al Comunale di Bologna. Lunedì 17 maggio sarà invece la volta di una manifestazione nazionale di tutte e 14 le fondazioni liriche interessate dal decreto, che si ritroveranno a Bari. I dipendenti dello storico teatro, che da poco ha riaperto al pubblico, minacciano di occuparne gli spazi. (e.f.)

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