A lungo soggiornante in Italia, come un tempo era obbligo per ogni giovane esponente della buona aristocrazia continentale, lord Byron compose il Manfred nel corso degli anni Dieci dell'Ottocento, ma fu solo varcata la metà del secolo che Robert Schumann ne trasse il melologo che ora il teatro Stabile di Torino, assieme al Teatro Regio, propongono in una nuova edizione fondata sulla traduzione di Enzo Moscato. A dirigerla sarà Andrea De Rosa, mentre la direzione musicale è affidata al maestro Gianandrea Noseda.
L'appuntamento è al Teatro Carignano dall'11 al 16 giugno e poi nel teatro lirico di piazza Castello dal 19 al 23. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita d'Italia. Oltre all'Orchestra del Regio, protagonisti di questo nuovo allestimento saranno Valter Malosti, Marco Cavicchioli, Francesca Cutolo, Milvia Marigliano e Daniela Piperno, con le scene di Sergio Tramonti, le luci di Pasquale Mari e i costumi di Fabio Sonnino. Il suono sarà curato da Hubert Westkemper, già collaboratore di De Rosa in memorabili spettacoli.
Opera romantica, costruita su passioni assolute come amore e morte, ma anche su più sottili e contemporanee riflessioni sulla perdita della memoria del tempo passato e della fede, Manfred fu prepotentemente riportata all'attenzione dei contemporanei da Carmelo Bene sul finire degli anni Settanta, che ne fece un capitolo della propria peculiare ricerca sulla voce come phoné, come unico strumento espressivo a disposizione dell'attore per evocare un intero mondo di percezioni.
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(18:09 - 27 mag 2010)
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