La promulgazione del Decreto Legge sul riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche è stato accolto con diversi accenti dagli addetti ai lavori. Stupisce, per certi versi, il giudizio accomodante espresso a nome dell'Anfols (l'associazione che riunisce i 14 enti lirici nazionali) dal suo presidente, Marco Tutino, che ha dichiarato: "Non vedo norme così traumatiche, il blocco delle assunzioni c'era già, non esaspererei la situazione con scioperi che danneggiano economicamente ancora di più i teatri". Diverso è l'atteggiamento di Walter Vergnano, sovrintendente al Regio di Torino, che parla del blocco delle assunzioni come di un "grave danno per il teatro e una profonda ingiustizia verso quei lavoratori che da anni hanno contribuito a garantirne la crescita".
E se a Firenze il sindaco Matteo Renzi e il sovrintendente del Comunale Francesco Giambrone esprimono all'unisono soddisfazione per lo scampato pericolo di un "declassamento" del Maggio Musicale grazie all'intervento di Napolitano, il primo cittadino di Napoli, Rosa Russo Iervolino annuncia di non volersi rendere responsabile di alcun taglio al personale o al corpo di ballo. "Ho provato sulla mia pelle che se chiedo aiuto come sindaco di una città povera, gli aiuti non vengono", ha dichiarato. Più aperto al dialogo è apparso Catello De Martino, sovrintendente dell'Opera di Roma, per il quale "il decreto è un fallimento tra le parti. Bisogna fare autocritica, ma anche il sindacato deve essere collaborativo".
Si è scagliato invece contro gli scioperi proclamati a caldo subito dopo la firma del decreto da parte del Capo dello Stato, definendoli "irresponsabili" il ministro della Cultura, Sandro Bondi, che ritiene il provvedimento "il primo passo di un confronto che si svolgerà in Parlamento e con le parti sociali e i sovrintendenti per un rilancio su criteri efficienti". Gli ha risposto a stretto giro Silvano Conti, segretario della Slc Cgil: "È un decreto distruttivo e non ha nulla di riformatore." (e.f.)
Leggi anche:
Enti lirici. Cosa cambia col decreto
Decreto Bondi. Lirica in rivolta
Sondaggio:
La prima cosa da fare per salvare la lirica italiana dalla bancarotta è...
(16:21 - 03 mag 2010)
La prima cosa da fare per salvare la lirica italiana dalla bancarotta è... Clicca per saperne di più
01/07/2011
Nasce myword.it
12/05/2011
Segnali... di resistenza
12/05/2011
Emma Dante al Salone del Libro
28/03/2011
ricci/forte, niente favole, niente sconti
28/03/2011
Addio a Franco Quadri