Manifesti originali d'epoca, come quello datato 1863 dell'Elisir d'amore che inaugurò la prima stagione lirica del Teatro della Fortuna di Fano, o ancora lo storico modellino in legno della sala, capolavoro d'architettura d'epoca seicentesca, realizzato da Giacomo Torelli. E poi disegni, dipinti, bozzetti e anche materiale inedito. Sono 1.500 i "pezzi" che compongono la mostra Theatralia, allestita presso il foyer del teatro di piazza XX Settembre, nella cittadina marchigiana, fino all'8 agosto (ingresso libero, dalle 18 alle 23.30).
Curata da Francesco Milesi, la mostra è un assaggio del futuro museo del Teatro della Fortuna, che sarà realizzato presso Palazzo de Cuppis come parte del progetto per la nuova sede del Museo Civico. Figlio illustre di Fano fu il già citato Giacomo Torelli, architetto, scenografo, trattatista, geniale ideatore di macchinari che fecero fare un prodigioso balzo in avanti alla scenotecnica dell'epoca, riducendo i tempi e soprattutto le braccia che servivano per realizzare i fantasmagorici cambi scena che mandavano in visibilio le corti seicentesche. Non per caso, Torelli - dopo aver soggiornato a Venezia, dove nascevano i primi teatri pubblici - si trasferì in Francia, chiamato alla corte di Anna d'Austria, dove l'abilità dei comici della Commedia dell'Arte e degli scenografi italiani era apprezzata da tempo.
Torelli, nato a Fano nel 1608 e lì morto settant'anni più tardi, fu il primo architetto del Teatro della Fortuna, eretto fra il '65 e il '77 ma poi andato distrutto, come accadeva di frequente agli edifici teatrali intensamente frequentati e costruiti in buona parte in legno, soggetti facilmente agli incendi. L'attuale sede fu costruita su progetto dell'architetto Luigi Poletti, modenese, fra il 1845 e il 1863, sfruttando la facciata molto più antica del Palazzo del Podestà, eretto nel 1299.
Si capisce, dunque, come la mostra abbondi di reperti storici, disegni in pianta originali, dettagli davvero unici, che testimoniano non solo il fasto ma anche la centralità che il teatro "all'italiana" ebbe per un lunghissimo periodo fra Rinascimento e Barocco nella storia europea. Venendo poi a tempi più vicini a noi, Theatralia ospita le testimonianze di spettacoli e personaggi celebri, come la locandina della Forza del destino del 1893, interpretata dal famoso tenore Francesco Tamagno, o quello - apprezzabile anche dal punto di vista grafico - della Fedora andata in scena nel 1911 (scelta anche per la locandina della mostra). E poi spartiti originali, libretti d'opera e quattro bacheche piene di foto d'epoca. Fra le cose curiose in cui si può imbattere, vi sono anche le gustose caricature dei "divi" del bel tempo che fu, come quelle di Cesare Rossi e della "divina" per eccellenza, la Duse. (e.f.)
(12:16 - 05 ago 2010)
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