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09:26 - giovedì 17 maggio 2012


Genova: autogestione al Carlo Felice?

I lavoratori del Carlo Felice di Genova sono ancora in stato di agitazione per le sorti del teatro lirico e minacciano di ricorrere all'autogestione (che equivale a un'occupazione) se procederà la linea confermata dalla direzione nel consiglio di amministrazione tenutosi lunedì. Primo teatro lirico a decidere il ricorso alla cassa integrazione, il Carlo Felice come unica strada per evitare il definitivo fallimento dovrebbe restare fermo almeno fino alla fine dell'anno, con tutti i dipendenti in cassa. In alternativa, i lavoratori dovrebbero accettare il ricorso a contratti di solidarietà per un anno e la cancellazione dell'integrativo (che vale circa il 25% della busta paga) per due annualità.

La direzione del teatro vorrebbe sottoporre entro questa settimana a un referendum il percorso così delineato. Contro il piano di rilancio i sindacati autonomi e confederali hanno manifestato posizioni differenti, alcuni più disponibili al dialogo, altri contrari a intavolare una trattativa su queste basi. Ma la direzione traduce la propria debolezza in forza di convincimento, ripetendo che non ci sono più soldi da spendere e quindi il piano di rilancio non ha semplicemente alternative. Nuove assemblee dei lavoratori del teatro sono in programma nelle prossime ore. Fra le iniziative questi potrebbero assumere c'è l'organizzazione di concerti gratuiti, al fine di coinvolgere maggiormente i genovesi nelle sorti del loro teatro lirico e "risarcirli" almeno in parte delle rinunce patite in questo travagliatissimo anno.

Renzo Fossati, da poco nominato al vertice dello staff amministrativo come uomo di fiducia del petroliere Riccardo Garrone (già finanziatore del restauro del teatro) ha fatto sapere che una soluzione andrà trovata entro la fine del mese, altrimenti la parola passerà al Ministero e ai giudici. "I sindacati non si rendono conto - ha dichiarato Fossati al Secolo XIX - che davvero mancano i soldi. Nel 2010 ci sono otto milioni di buco, altrettanti nel 2011 e 2012. Impossibile trovare finanziatori senza aver prima varato un piano credibile di rientro".

(16:28 - 19 set 2010)


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