È noto il rapporto simbiotico e spesso di totale identificazione che lega molti burattinai alle loro "creature". Vere e proprie emanazioni dei loro arti e della loro arte, i burattini si "accendono" solo al contatto fisico col maieuta e sembrano ubbidire esclusivamente ai suoi comandi, parlare con la sua voce, comunicare attraverso il corpo dell'artista. Suoi "figli" di legno e tela, capaci di creare un singolarissimo transfer fra costui e il pubblico. Le due parti di un unicum, indispensabili gli uni all'altro. Non è forse per questo che - anche da adulti e vaccinati - ci struggiamo ancora ascoltando la storia di Geppetto e di Pinocchio, il cui rapporto filiale risulta più solido e insopprimibile di qualunque traversia?
Gigio Brunello, mastro burattinaio noto in Italia come all'estero, è andato ironicamente oltre il limite dell'interdipendenza fra uomo e fantoccio, realizzando una decina di anni fa in collaborazione con il regista di origine magiara Gyula Molnar lo spettacolo Macbeth all'improvviso, ovvero la rivolta dei burattini che, a causa di un ritardo nella realizzazione di alcuni personaggi, invece di inscenare la nota tragedia scozzese di Shakespeare, vengono obbligati a interpretare - al modo dei vecchi comici dell'Arte - una fantomatica commedia goldoniana intitolata L'emigrante geloso. Ma scatta l'ammutinamento: quella commedia non s'ha da fare! È deciso: Arlecchino sarà Macbeth!
Lo spettacolo, premiato a suo tempo dalla critica, torna ora in scena grazie alla quarta edizione di IF, festival di immagine e figura, in corso al Teatro Verdi di Milano, organizzato dal Teatro del Buratto. Macbeth all'improvviso si replica fino a domenica 14 ed è un'occasione alquanto rara di assistere a uno spettacolo di burattini di qualità, che sa parlare ai bambini di tutte le età. Il festival, aperto in ottobre dalle marionette del britannico Stephen Mottram, è poi proseguito con Serata in nero, una summa del "teatro su nero" in cui il Buratto è campione. Il prossimo appuntamento sarà con l'imperdibile Paladini di Francia dei Cantieri teatrali Koreja (recensione), in programma dal 18 al 23 gennaio 2011. Apprezzabile, rispetto alle precedenti edizioni del festival, lo sforzo di allungare di qualche giorno le teniture degli spettacoli, sperando che ciò sia ripagato da un robusto afflusso di pubblico. (enzo fragassi)
(19:04 - 11 nov 2010)
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