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15:40 - venerd́ 10 febbraio 2012


Schegge. Studio su Maggio '43

Considerato fra le «scoperte» più interessanti della scorsa stagione, Davide Enia è il giovane narratore siciliano che racconta - con le tecniche degli antichi cantastorie della sua terra - la partita Italia-Brasile ai mondiali di calcio dell'82, svariando dalla cronaca sportiva allo spaccato sociologico di un interno palermitano dell'epoca, il salotto in cui la famiglia era raccolta attorno al televisore per assistere all'evento. Un mondo di memorie famigliari, seppure di tono del tutto diverso, è ugualmente alla base di Maggio '43, presentato nella forma ancora provvisoria dello «studio» al Festival di Santarcangelo.

Al centro dell'intenso itinerario verbale c'è di nuovo un variegato gruppo di parenti - lo zio Cesare, «idraulico, ciclista e socialista», le pittoresche zie Assunta, Crocifissa e Provvidenza, lo zio Baldo, giocatore professionista «così forte con le carte che è sempre lui a decidere quando vince, ma soprattutto quando perde» - stagliato però in questo caso, come indica il titolo, sullo sfondo degli anni della guerra e del bombardamento di Palermo: le asprezze di quei giorni, ricostruite attraverso i ricordi di alcuni testimoni intervistati, sono descritte dal bambino protagonista sulla tomba di un amico o di un fratello.

L'accento lieve, l'atmosfera trasognata di quella tragedia scrutata con occhi infantili assume a tratti una coloritura livida, che contrasta con l'impassibile innocenza della voce che la evoca: l'eccitazione dello sfollamento con una zia in carriola e la statua di Santa Rosalia sottobraccio cede dunque il passo alle immagini sgradevoli di una razzia compiuta dai fuggitivi in una casa abbandonata, di un cinico furterello ai danni di una vecchia, di uno stupro perpetrato da un finto prete. E atroce è la visione della città sventrata dalle bombe, o dell'uomo i cui capelli si fanno istantaneamente bianchi davanti al cadavere della moglie.

Il problema di Enia in questa nuova proposta - che comunque si deve assestare - non è però l'evidenza poetica dei contenuti, ma piuttosto la gamma espressiva che essa suggerisce. Italia-Brasile 3 a 2 si sviluppava su molteplici livelli, la partita, i riti scaramantici dei tifosi a casa, i destini di alcuni mitici calciatori del passato, che comportavano continue variazioni linguistiche: Maggio '43 ha invece un andamento più lineare, il solo elemento di rottura è quella filastrocca che fa da leit-motiv. E se lui si conferma una vera forza della natura, qui sembra muoversi su un terreno meno peculiare, forse addirittura un po' scontato.

di renato palazzi

(15:40 - 09 lug 2003)



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