delTeatro - arte,danza,opera
Baldini Castoldi Dalai editore

Path

Home > Recensioni> Sette porte

22:21 - mercoledì 08 febbraio 2012


Sette porte


Qualcosa di più di un saggio e qualcosa di diverso da uno spettacolo. Un progetto intelligente, piuttosto, un modo di fare scuola verificando i diversi talenti e i diversi approcci di un gruppo di giovani, portato avanti con un'indubbia capacità didattica. che gli ha permesso di tirare fuori il meglio da ognuno, da Cesare Lievi in due mesi di seminario molto concreto con gli allievi del terzo corso attori e registi della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano: un momento di passaggio dal lavoro fatto da studenti a quello di una futura, non facile professione.

Il testo prescelto è Sette porte ovvero undici bagatelle scritte dal qual corrosivo, intelligente drammaturgo che è Botho Strauss, sessantaquattrenne autore tedesco al quale dobbiamo alcune fra le commedie più inquietanti degli ultimi anni. Costruito come un vaudeville, Sette Porte non mette in scena il solito triangolo amoroso, ma il gioco degli equivoci che propone riguarda piuttosto il grande tema dell'identità, il senso profondo, al di là dell'ironia e dello humour che cattura i personaggi e che coinvolge la loro esistenza, il suo significato. Una specie di girotondo che vede confrontarsi, in undici situazioni al limite, uomini e donne che entrano ed escono di scena entrando ed uscendo dalle sette porte del titolo che racchiudono il palcoscenico in un emiciclo, mentre degli intermezzi cantati dagli stessi attori fanno da necessario raccordo fra una scena e un'altra, permettendo il cambio a vista degli scarsi arredi.

In scena personaggi senza qualità: c'è chi sbaglia delle risposte a un quiz e vede la sua vita rovinata, chi uniforma la sua vita sulla lunghezza d'onda delle icone mediatiche del momento, il ricercatore che si sottopone a una risibile intervista, due che si sposano dimenticandosi di comunicarlo, il problematico acquisto di un'automobile... Un mondo di mediocri per una vita senza orizzonti. Diretti dai sei registi diplomandi (che sono Fabio Cherstich, Carmen Giordano, Carlotta Origoni, Alessandro Petri, Riccardo Pippa, Tommaso Pitta) con impegno e - quel che più conta - con buona inventiva e capacità di approfondimento, tutti impegnati in più di una «bagatella», i quattordici attori, sia pure in modi e con risultati diversi, danno vita a uno spettacolo curioso e fresco: un buon «viatico» per un inizio. In bocca al lupo.

Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria, chiamando lo 02 58302813.

di maria grazia gregori

(12:33 - 18 giu 2006)



VOTA LO SPETTACOLO

1| *

2| **

3| ***

4| ****

5 *****

Vuoi dire la tua?

Login

Non sei registrato? registrati

Voto utenti:8

Contenuti correlati


Le ultime recensioni

30/06/2011
Fine famiglia

28/06/2011
La modestia di Spregelburd

27/06/2011
Brilliant Corners

25/06/2011
Attila alla scala

24/06/2011
Povera gente

» archivio





Cerca nel sito

» ricerca avanzata


Login

Non sei registrato?
» registrati

Hai dimenticato la password?