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04:13 - giovedì 24 maggio 2012


Hendel «bipede barcollante»

Eccolo qui Paolo Hendel, personaggio fuori di squadra anzi addirittura «bipede barcollante» come dice il titolo del suo nuovo spettacolo, che mette in primo piano l'idea «evoluzionista» che guida questa sua nuova performance: dal primo essere a quattro zampe all'uomo che sta sui due piedi e dunque eretto, ma non è detto che le cose vadano meglio per lui. Perché se anche stare sui due piedi rollando e rollando ti impedisce di finire come Cipputi e dunque di prenderlo talvolta, fuori di eufemismo, in quel posto, la vita è dura, anzi durissima. È dura non solo dal punto di vista evoluzionistico ma anche filosofico, ecologista, comportamentale e politico.

Addirittura a trecentosessanta gradi il discorso di quell'impunito di Hendel, che parte da quella benedetta mela mangiata da Adamo ed Eva così, per dispetto, e che ha scatenato tutta una serie di «rappresaglie» da parte del padreterno: guerre, pestilenze, delitti, ammazzamenti e, sul piano più strettamente evoluzionistico, il passaggio dall'homo erectus giù giù fino a Bruno Vespa, che spinge il nostro a una domanda a dir poco epocale: «ma è vera evoluzione?» E via così, con l'aiuto di Piero Metelli e con la collaborazione di Sergio Staino, riflettendo su quelle punizioni che non sono ancora finite e che si sono via via incarnate in Nerone, Hitler, Attila, Bin Laden e, per volare più basso, in Gigi Marzullo, e perfino in Albano Carrisi e nelle sorelle Lecciso.

E che dire del comico inteso come genere e come attore che per ben cinque anni ha vissuto da re grazie all'inventiva di Silvio Berlusconi e che oggi ha qualche difficoltà con Romano Prodi? Pensateci su: da Super Silvio, «l'uomo che si è fatto da solo ma che poi hanno rifatto in tanti» ai tempi di Romano, «l'unico ciclista al mondo che si è fatto il giro d'Italia in pullman», il tutto visto secondo un'ottica negativa, guardando a Schopenhauer e dunque da «sfigatino forte». Per non dire della tv, che naviga a vista fra i reality e le esibizioni dei politici, degli exploits di Sgarbi contro la Mussolini, che sono un esempio di «estetica del Novecento», fino a Emilio Fede e al Vespa Bruno, che incarnano il tipo del giornalista maggiordomo.

Brutte notizie anche per la salute: se tutto ci fa venire le «palle quadrate», figuratevi come vanno le cose con la prostata e con i farmaci ad essa connessi, come il citato Benur, che non significa certo garantire la vittoria in una massacrante corsa con le bighe ma semplicemente, con gioco di parole, serve a urinare bene, senza fatica... Insomma è l'Hendel-pensiero di questo fiorentino incavolato che si trasforma in bipede barcollante cercando per farci ridere, ovviamente amaro.

(9 marzo 2007)

di maria grazia gregori

(19:45 - 09 mar 2007)



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