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15:46 - luned́ 21 maggio 2012


I sonetti di Shakespeare

Duccio Camerini presenta alla sala due del teatro Vascello di Roma I sonetti di Shakespeare, straordinario esempio di "intelligenza teatrale", in cui, finalmente, l'originalità si sposa con la tradizione.

In quest'ultimo lavoro, Camerini, autore e unico interprete della pièce, si fa portavoce di una considerazione affascinante perché del tutto semplice, che evidentemente si pone alla base di tante sue suggestioni: forse è proprio vero che al mondo non esistono persone normali, ogni uomo è un mistero insondabile, un microcosmo ricco di sorprese.

Nel racconto di una storia ambientata ai giorni nostri, le parole poetiche di William Shakespeare (quelle racchiuse nei Sonetti, la sua opera forse più intima e seducente) ritrovano un'inaspettata attualità. Le considerazioni scritte quattro secoli fa sull'amore, sul bene e il male, sulla rabbia, la passione e la paura, e soprattutto sulla disperazione del vivere, sembrano state composte appena ieri: rivivono in tutta la loro intensità attraverso la voce, la mimica e la gestualità espressiva di Camerini, un attore straordinario, lucido, partecipe, sognante.

Il protagonista si muove sicuro e incurante di tutto e tutti, come se il mondo esterno non potesse mai raggiungerlo, circondato da musica e luci eloquenti, in una scenografia non invadente ma molto curata. Con un approccio che punta tutto sulla naturalezza dell'espressione, l'artista conquista il pubblico che lo segue senza perdere una battuta: le parole di oggi si mescolano con quelle di ieri, pesando in tutto il loro significato. Impossibile per ognuno dei presenti in sala non scoprire dentro di sé il rinnovato desiderio di rileggere ancora una volta gli indimenticati versi del Maestro inglese, proprio alla luce di questa nuova interpretazione.

Camerini si conferma un ottimo teatrante, nel senso più puro di questo termine: il coraggio di mettere in scena un autore rappresentatissimo come Shakespeare senza fraintenderlo ma, al contrario, portando alla luce qualcosa di nuovo già insito nel testo originale, è un'impresa non facile, che solo ad un artista davvero consapevole può riuscire.

di marzia apice

(12:11 - 10 mar 2008)



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