Il letto ovale è la versione italiana di Move over Mrs Markham di John Chapman e Ray Cooney, scritta dai due autori londinesi negli anni Sessanta. Per attualizzarla, la commedia è stata ambientata in un superattico milanese (il sipario si apre sulle note di Oh mia bela Madunina) trasformato in open space da un architetto trendy ed eccentrico (Alessandro Marrapodi), in cui abitano Giovanna (Barbara D'Urso) e suo marito - pugliese, uomo all'antica, onesto e serio lavoratore - Filippo Branca (Maurizio Micheli). Filippo è socio di Enrico Casati (Pierluigi Misasi) - napoletano, sposato ma impenitente latin lover di mezza età - in una casa editrice per ragazzi con sede nello stesso stabile.
L'intreccio della pièce è classico: due coppie molto diverse fra loro per mentalità e stile di vita; in una ci si tradisce, nell'altra, no. Finché non accade l'imprevisto. La pagina dimenticata di una lettera d'amore finisce nelle mani sbagliate e Giovanna si trova invischiata in una serie di intrecci amorosi e di imbarazzanti equivoci che vedrà via via coinvolti la moglie di Enrico (Lisa Angelillo), l'architetto d'interni, la colf caliente (Lusitana Pedroso), una sexy operatrice di call center (Valeria Brambilla), un "santone" indiano (Adriano Evangelisti) e una stralunata scrittrice di libri per l'infanzia (Sandra Milo). Manco a dirlo, è lei l'unica a non accorgersi di quanto le sta accadendo intorno. Dopo una serie di esilaranti colpi di scena, come in ogni commedia che si rispetti, si arriva all'atteso chiarimento finale.
Sul palco il ritmo è veloce e le situazioni comiche e paradossali si susseguono l'un l'altra, come in un meccanismo a orologeria. I due protagonisti - magistrale Maurizio Micheli, solare Barbara D'Urso - sono affiancati da un cast di tutto rispetto, in cui spicca un bravissimo Alessandro Marrapodi, una simpatica e spumeggiante Sandra Milo, un esilarante Pierluigi Misasi, una brillante Lisa Angelillo. Coloratissima la scenografia di Gianluca Amodio, con il mitico "letto ovale" rosso fuoco sullo sfondo. Due ore di spensieratezza, gestite con maestria da Gino Landi, più noto per le sue regie televisive che teatrali.
di antonella fassi
(18:11 - 24 apr 2008)
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