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15:50 - luned́ 21 maggio 2012


Troia's Discount di ricci/forte

Issata su stivali dai tacchi altissimi, Didone è un travestito con la corona di cartone, la maglietta azzurra della nazionale e la gonna di tulle trasparente, che si lamenta del suo infelice destino. Creusa è una casalinga triste, vittima di una sorta di stupro mentre sta stirando. Lavinia è una ragazzina magra, tanto schiava delle merci da finire nuda nel carrello del supermercato. Le tre donne di Enea sono le emblematiche clienti di quest'ultimo: ma il vero nucleo dell'azione sono Eurialo e Niso, i due giovani guerrieri trasformati qui in ragazzi di periferia che per fare una bravata decidono di incendiare il centro commerciale, e sono vittime dalla mafia russa.

L'Eneide, in verità, con questo Troya's discount dell'accoppiata ricci/forte non ha molto a che fare, è un riferimento puramente pretestuoso: il testo va per conto suo, i personaggi di Virgilio sono pure citazioni, che se non fosse per le indicazioni del programma di sala non verrebbero neppure riconosciuti in quanto tali. Però non me la sentirei di sostenere che la presenza del poema sullo sfondo sia da considerarsi totalmente inutile: è comunque un richiamo, un archetipo drammaturgico che serve a stabilire una distanza, il segno di una decomposizione culturale in cui qualunque ulteriore adattamento non sarebbe più possibile.

I cinque personaggi vagano per lo spazio vuoto della scena - muri spogli, ritagli di giornale incollati sul fondo - spingendo carrelli pieni di detersivi, deodoranti, merendine. I loro movimenti non sembrano seguire un preciso andamento coreografico, ma anche questo ha senso: la destrutturazione, la rinuncia a qualunque forma estetica diventa a sua volta un valore espressivo, un riflesso di quella quotidianità disadorna che racconta. Più perplesso mi lascia invece la partitura verbale, che tra "emorragie di inutilità che santificano" e "vite bruciate nelle scopate del lunedì sera dopo il Grande Fratello" suona a tratti piuttosto pretenziosa.

Approdati per la prima volta a Milano con uno spettacolo compiuto, i due registi-drammaturghi più up to date del momento hanno richiamato ogni sera un pubblico da grandi occasioni, ma non hanno in questo caso convinto del tutto. Succede a chi arriva preceduto da una grande fama. E tuttavia certi commenti negativi mi sono parsi ingenerosi: il loro lavoro "alla García" non manca di ingenuità, qua e là sa di già visto. Però, con molta sincerità, tentano di scrivere una tragedia odierna, una tragedia del degrado in cui morire fianco a fianco, sublimando l'amicizia, diventa l'unico possibile riscatto.

Visto al Teatro i di Milano

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di renato palazzi

(12:09 - 21 apr 2008)



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I vostri commenti

costydellag scrive alle 12:32 - gio 21 gen 2010
a me troia's discount è parso superficiale, sostanzialmente pretenzioso, appunto. e direi facile, fatto per un pubblico modaiolo, che guarda la tv, quindi magari azzeccato per un certo tipo di pubblico, non per me.
per me le emozioni le provavano solo loro, io no. io aspettavo disperatamente il mio turno, il momento in cui io mi sarei emozionata, ma questo momento non è mai arrivato.
facile fare teatro così. esplodere verso l'esterno buttando fuori tutto, ma non comunicando veramente.
è vero, c'erano dei momenti di eccezione. speriamo in questi.

caro.lina scrive alle 14:20 - mar 29 apr 2008

un implacabile e potentissimo fotogramma di quello che stiamo diventando

nicolas scrive alle 14:18 - mer 23 apr 2008
Allora esiste una drammaturgia contemporanea italiana da esportare e che può competere con il resto dell'Europa! Nella nostra provinciale Italietta c'è quasi da gridare al miracolo. Avevo sentito parlare tanto e da tempo di questo spettacolo che domenica ho fatto una toccata e fuga da Milano per non perdermelo. Mai soldi furono spesi così bene. Raffiche di emozioni a gogò, polifonia di linguaggi e stili, un "assemblaggio" (citando Porcheddu) di arti, immagini, colori e, per non farsi mancare niente, una colonna sonora pop da masterizzare e rivendersi subito. E per finire, una volta tanto una compagnia di giovani attori bravissimi, su cui svetta una Anna Gualdo di straziante intensità.


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