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16:23 - luned́ 21 maggio 2012


E pensare che c'era il pensiero

È tornato in scena nell'ambito del Festival Milano per Gaber giunto ormai alla sua terza edizione con successo crescente, il mondo di Giorgio Gaber (e di Sandro Luporini). Fra gli importanti appuntamenti che per circa un mese hanno trovato la loro casa naturale al Piccolo Teatro, uno si impone per la novità della chiave prescelta: raccontare Gaber, il suo mondo declinato al maschile, attraverso gli occhi, la voce, la bravura di una donna. Un'impresa difficilissima ben al di là del solito ritornello: è possibile Gaber senza Gaber? Va detto subito che niente è impossibile a un'attrice di talento come Maddalena Crippa.

Un'interprete che si trova a suo agio su di un palcoscenico sempre e comunque sia che reciti anche in lingue diverse dalla sua sia che canti, dopo che si è scoperta una voce e un temperamento notevoli che rendono non solo verosimile ma unica ogni sua interpretazione. In E pensare che c'era il pensiero, che ripropone le riflessioni e le canzoni di un lontano disco del 1994, Maddalena non "fa" Gaber, non lo imita - che sarebbe cosa per certi aspetti ridicola -, ma lo affronta con i suoi mezzi e la sua sensibilità che rendono il suo essere donna una risorsa e non un impedimento. La Crippa interpreta Gaber di petto, con dolcezza, con sentimento, con ironia condita dal suo accento lombardo che rende ancora più "di casa" al Teatro Studio questo suo cammino dentro il mondo del signor G.

Con un semplice vestito nero, stivaletti e calze nere, Maddalena tira fuori tutta la sua grinta nei confronti del pubblico che si fa conquistare subito da lei. Da Mi fa male il mondo al celeberrimo e struggente Dilemma, da Io come persona, a La presa del potere che ha accenti di una quotidianità sconvolgente fino alla divertentissima Destra e sinistra , da Qualcuno era comunista a L'attesa, l'attrice intercala i discorsi del Signor G e dei molti Non So che hanno costellato la nostra storia teatrale. Per finire poi con il pianista e le tre coriste dopo gli applausi, con un bis speciale, tutti seduti per terra su di un tappeto come nel teatro orientale, a inseguire tutti e cinque con il solo aiuto della voce, canzoni celeberrime come Goganga, Non arrossire, La torpedo blu, Barbera e champagne, a ricordarci con una stretta al cuore un mondo che non c'è più che però vive e pulsa dentro il ricordo di molti ma anche nella sorpresa dei più giovani. Di questo anche dobbiamo essere grati alla bravura sorprendente di Maddalena Crippa. Ma cosa altro potevamo aspettarci da una che ha succhiato il teatro con il latte, che ha avuto come primo grande maestro Giorgio Strehler e che vive e lavora da anni accanto a un grande regista come Peter Stein?

Visto al Piccolo Teatro Studio di Milano

La tournée 2009-2010 dello spettacolo

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di maria grazia gregori

(18:57 - 04 dic 2009)



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