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16:24 - luned́ 21 maggio 2012


I nani burloni

Tirata fuori dal dimenticatoio dopo molti anni di assenza, la fiaba che ha per protagonisti dei nani, che sono però più di sette, tratta da una leggenda nordica di Natale in cui si racconta di Babbo Gelo, di due fidanzanti innamorati, delle loro famiglie, di amici scapigliati, di rapimenti - ma tutto è bene quel che finisce bene - è tornata in palcoscenico al Teatro Studio di Milano grazie alla Compagnia Carlo Colla & Figli che l'aveva avuta a lungo nel suo repertorio.

È una favola semplice, costruita come tutte le favole sui buoni sentimenti, sulla fiducia che può essere tradita, sull'amore di due giovani, Ninetta e Giannino, che si sono stancati di essere ubbidienti ai genitori, sui nani che amano gli scherzi ma che posseggono innato il senso della giustizia, su orchi e orchesse tremendi, sul mondo della natura, sulla lotta eterna fra il bene e il male dove vince sempre il primo, se no che fiaba sarebbe? I punti di riferimento per farne una storia per piccoli e grandi ci sono dunque tutti come da tradizione: è il modo di raccontarla che è diverso.

Dentro bellissimi fondali che cambiano a ogni scena, con l'aiuto della musica, di cantanti e di voci recitanti e soprattutto grazie alla magia dei marionettisti guidati da Eugenio Monti Colla e da Carlo III Colla, le stupende marionette si animano dando vita a personaggi che possono infischiarsene di non essere di carne e ossa, costruendo scene cariche di sentimento e di divertimento per raccontarci una storia di uomini e di donne, di esseri fantastici piccoli ma tutto pepe, di crudeli giganti che credono di poter comandare con il terrore.

Lungo sei quadri dunque la vicenda di Ninetta e Giannino che vorrebbero stare un po' soli mentre in chiesa c'è la messa di mezzanotte della vigilia di Natale, di lui che si fa trascinare dagli amici all'osteria a bere un bicchiere per festeggiare e lei che viene rapita dal gigante Sbranatutto, ci viene raccontata con un virtuosismo stupefacente nel creare scene in movimento di grande complessità che strappano l'applauso anche per l'incisività a tutto tondo data ai personaggi. Così nella cucina dell'orco si intessono inganni per potere fuggire grazie a una buonissima Vernaccia in cui è stato sciolto un potentissimo sonnifero,volteggiano sui trapezi i nani burloni illuminati da lampadine multicolori, con l'aiuto di una spada e di un cappuccio fatati, Giannino sconfigge l'orco dividendo in due il suo corpo, cibo prelibato per gli avvoltoi e le iene dal manto maculato...

Soprattutto si può danzare e essere felici in quel mondo dove la vita si confonde con la fiaba, dove tutto va a buon fine, sotto l'occhio indulgente di Babbo Gelo. E dove si racconta fra foreste e dirupi, fra fiumi e case ospitali, fra bauli incantati pronti a trasformarsi in teatro e nani che vanno sui trampoli trasformandosi in giganti, che la giovinezza e l'amore, nel mondo delle fiabe di ogni latitudine, vincono sempre.

di maria grazia gregori

(23:40 - 03 gen 2010)



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