Godere di un amore inaspettato e travolgente oppure rimanere nella casa di sempre, accanto alla famiglia? È il dilemma davanti al quale si trova Francesca (Paola Quattrini), protagonista de I ponti di Madison County. La storia, tratta dal romanzo di Robert James Waller, è nota al grande pubblico per la trasposizione cinematografica che nel 1995 ne fece Clint Eastwood, protagonista del film insieme a Meryl Streep. Francesca, moglie e madre irreprensibile, tranquilla casalinga di mezz'età dello Iowa, incontra per caso l'affascinante fotografo Robert (Ray Lovelock), viaggiatore senza radici, libero e selvaggio, che le chiede indicazioni per raggiungere i ponti coperti su cui vuole fare un servizio per il National Geographic. Complice l'assenza del marito e dei figli, partiti per una fiera del bestiame, tra i due divampa l'amore, un amore totale, dei sensi e del cuore: quattro giorni che sconvolgeranno la vita di entrambi e il cui ricordo serberanno per sempre. Francesca vorrà farne partecipi anche i figli, con articoli, fotografie e lettere che avranno però soltanto dopo la sua morte: "In quattro giorni mi regalò una vita intera, un universo, e ricompose i frammenti del mio essere in un tutto", scrive Francesca.
La trasposizione teatrale non potendo contare sugli incantevoli paesaggi esterni, è incentrata soprattutto sull'emotività narrativa della parola - potente strumento espressivo secondo la scelta del regista, Lorenzo Salvati, che ha sapientemente adattato il testo, trasformando una bella storia d'amore in un coinvolgente racconto a più voci dei protagonisti: Francesca e Robert, Waller stesso, la voce narrante, affidata al bravo Ruben Rigillo e dai figli di lei (Maria Grazia Taurini e Alessandro Marverti). La narrazione si snoda attraverso salti temporali, per poter meglio raccontare quell'amore passato e il suo ricordo nel presente, rievocando sensazioni piacevoli e facendo rivivere momenti struggenti. Perfetto con il suo fascino spiegazzato Ray Lovelock, intensa e commovente Paola Quattrini, immersi nella bianca scenografia di Bruno Buonincontri, accompagnati dalle belle musiche di Armando Trovajoli.
La rinuncia di Francesca a fuggire con Robert non è una forma di rassegnazione, ma una forma di amore dettato dalla volontà di preservare quel sentimento per non gravarlo con i sensi di colpa. Per non sciuparne neppure il ricordo ha la forza di lasciarlo andare. Ma nulla sarà più lo stesso per entrambi: apparentemente distanti, eppure insieme in ogni momento. Emozione allo stato puro che invade la platea: volere con tutta l'anima qualcosa e rinunciarvi per senso del dovere, chi di noi non si è sentito così almeno una volta, chi di noi non ha pianto per ciò che poteva essere e non è stato?
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di antonella fassi
(13:22 - 21 gen 2010)
Voto utenti:
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