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18:21 - marted́ 22 maggio 2012


Goethe schiatta!

Ho visto Goethe schiatta - magico, ironico, beffardo racconto di Thomas Bernhard "scoperto" per il teatro da Renato Palazzi - per quattro volte in momenti diversi e ogni volta ci ho trovato qualcosa di più profondo, di più insinuante, di più "definitivo" se questa parola ha un senso in teatro. La scelta di un critico (del Sole 24 Ore e di Delteatro.it, come sanno i nostri lettori) come Palazzi di passare dall'altra parte, di superare con un salto metaforico la quarta parete e insieme l'oggettività sempre appassionata, ma pur sempre oggettività, del suo lavoro, mi è sembrata all'inizio un atto di coraggio, un po' incosciente, magari, pensavo.

Ora, dopo mesi in giro per case e ridotti, Goethe schiatta si rappresenta in alcuni dei Festival più importanti dell'estate teatrale italiana: ha debuttato con successo a Castrovillari, all'interno di Primavera dei teatri, sarà presto a Castiglioncello, e più tardi al Mittelfest di Cividale del Friuli... e poi chissà. E questo richiede che se ne riparli al di là del suo debutto, di cui ho già scritto, proprio per quello che è "adesso": un misterioso, coinvolgente oggetto teatrale, un vero e proprio corpo a corpo fra l'attore e il testo, fra l'attore e i personaggi e, last but not least, fra Renato Palazzi e il suo autore d'elezione.

Circola infatti in questo spettacolo così eccentrico nel panorama teatrale di casa nostra un'aria di grande complicità: c'è complicità fra il protagonista e Bernhard, c'è complicità fra l'interprete e il regista Flavio Ambrosini che sta in scena defilato ma che governa sagacemente lo spettacolo non solo attraverso recitazione, musiche e luci, ma proprio stando lì, seduto, come un alter ego, quasi ripetendo e sussurrando le parole dello scrittore dette da Palazzi, dentro e allo stesso tempo fuori dallo spettacolo.

Goethe schiatta racconta con l'ironia urticante di Bernhard gli ultimi giorni della vita del nume tutelare e padre ingombrante della scena tedesca. Lo affianca una corte di personaggi di secondo piano, sbiaditi individui che cercano di brillare grazie all'immensa luce di quel sole ingannatore. Quella che Bernhard ci descrive, quella gente in perenne movimento e in perenne fibrillazione, è -per così dire - la famiglia di Goethe. Una famiglia segnata da una vena di follia, una comunità intellettuale che crede di bastare a se stessa. Che però il Grande Vecchio disprezza, cullandosi nel sogno di potere finalmente discutere dei massimi sistemi con il geniale filosofo Ludwig Wittgenstein facendosi beffa degli anni, anzi addirittura dei secoli, come del resto l'autore ha fatto in un'altra sua pièce, quell'Immanuel Kant in cui l'immenso filosofo viene raccontato nel corso di un suo immaginario viaggio verso l'America (recensione).

Ovviamente l'incontro fra il genio dell'800 e quello del ‘900 non avverrà, i messaggi di Goethe non arriveranno mai a Wittgenstein. E Goethe morirà lasciandoci con il grande punto interrogativo delle sue ultime parole: "più luce" (mehr Licht) come dice la vulgata o "più niente" (mehr Nichts) come sostiene l'iconoclasta autore?

Se è vero come è vero che il teatro è il luogo in cui si rappresenta la morte (insieme al suo contrario, la vita) Goethe schiatta è uno spiazzante esorcismo in cui Bernhard si racconta e si autorappresenta proprio, come fa Palazzi attraverso di lui. Seduto a un tavolo cosparso di oggetti feticcio dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, giocando con il mappamondo, leggendo e bruciando lettere, girando le pagine del libro posto sul leggio, Palazzi-scrittore-Bernhard si muove per la scena al suono di Haydn e di Schumann, indossando e togliendo pellicce tarlate, dondolando sulla sedia, schiodandosi con ironia dal passato senza mai gettarselo dietro le spalle, clown (con fiore in mano) di se stesso, sorprendente narratore di qualcosa che non può essere rivelato, nel pericoloso, amatissimo rimpiattino con le parole, con la grottesca inquietudine dell'accidioso Bernhard. A futura memoria.

Visto al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari


Le prossime date dello spettacolo

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di maria grazia gregori

(17:39 - 09 giu 2011)



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