Come scrive Renato Palazzi, a Milano "in pochi mesi siamo passati dai quaranta spazi teatrali certificati dall'apposito libretto informativo distribuito l'anno scorso dal Comune per illustrare al pubblico gli spettacoli della stagione, alle centodue sale annunciate dalla trionfalistica campagna promozionale di quest'anno. Roba da far invidia a Londra e a New York".
Al di là di questa misteriosa proliferazione di spazi, la produzione teatrale del capoluogo lombardo langue, superata spesso da realtà territoriali più piccole e tuttavia meglio supportate e vitali. Di chi le responsabilità?
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