(...) Fra donnine allegre, grandi bevute, o tentativi di bevute, si snoda la storia folle lunga 24 ore di questo artista che ha scelto l'anonimato. Una vita spericolata di suo anche senza essere Steve McQueen, tutta in salita, però, per via di quella follia che hanno solo i pazzi o i bambini. A raccontare del mestiere, come un maestro dei poveri, fra persone che non lo capiscono o che lo deridono. (...)
(Dalla recensione di Maria Grazia Gregori su Delteatro.it)
(14:43 - 21 ott 2009)
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