Le Supplici, regia di Moni Ovadia

Teatro forte come la pietra


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L’antico teatro greco di Siracusa ospita la 51.ma edizione del Ciclo di rappresentazioni classiche con tragedie dirette da Moni Ovadia, Federico Tiezzi, Paolo Magelli. A Bologna Fanny & Alexander si cimentano col “Flauto magico” di Mozart, mentre a Torino Anagoor e Laura Curino si riuniscono per “Santa impresa”. Prosegue a Milano la rassegna “Apache” con gruppo Nanou, e debutta il regista belga Ivo Von Hove con due sceneggiature di Ingmar BergmanRenato Palazzi


Personalmente non sono un patito degli spettacoli nelle grandi arene all’aperto, ma la suggestiva visione del Teatro Greco di Siracusa ancora abitato dagli antichi fantasmi della scena vale bene una segnalazione. Venerdì 15, nel suo imponente spazio scenico, comincia il cinquantunesimo ciclo di rappresentazioni classiche: in programma, a sere alterne per un mese e mezzo, un’ideale “trilogia del mare” composta da Le supplici di Eschilo (foto), regia di Moni Ovadia, Ifigenia in Aulide di Euripide, regia di Federico Tiezzi,  e Medea di Seneca, regia di Paolo Magelli.

Come diversi altri gruppi del nuovo teatro, anche i Fanny & Alexander si cimentano con l’opera lirica: sabato 16, nella Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna, debutta Die Zauberflöte, il Flauto magico di Mozart con la regia di Luigi De Angelis, la drammaturgia e i costumi di Chiara Lagani e la direzione musicale di Michele Mariotti: fra le caratteristiche salienti di questo allestimento dai sentori bergmaniani ci sono le immagini tridimensionali curate da Zapruderfilmmakersgroup, che il pubblico può vedere attraverso appositi occhialini.

Dopo Virgilio brucia, gli Anagoor si uniscono ancora a quella che considerano la loro prima maestra, Laura Curino, per affrontare una materia difficile e all’apparenza lontana dai loro interessi di questi anni: il racconto delle vite e dell’impegno di alcune figure straordinarie, Don Bosco in primo luogo – di cui ricorre il bicentenario della nascita – ma anche Cottolengo, Don Orione e i tanti altri cosiddetti “santi sociali” che nel Piemonte ottocentesco si dedicarono ad assistere i  giovani e i bisognosi. Santa impresa è in scena da martedì 19 al Teatro Gobetti di Torino.

Apache”, la rassegna dei nuovi gruppi promossa dal Teatro Litta di Milano, sta riscuotendo consensi forse persino superiori alle aspettative. A conclusione di questa sua seconda stagione, l’iniziativa ideata da Matteo Torterolo accoglie una proposta creata appositamente per l’occasione, Overlook Hotel del gruppo Nanou, ispirato al celebre albergo che sta alla base del romanzo Shining di Stephen King, un luogo che d’inverno diventa dimora di fantasmi: da giovedì 21, il pubblico è coinvolto in un percorso fra azioni coreografiche e installazioni di arte visiva.

Il regista belga Ivo Von Hove, direttore di un’importante compagnia con sede ad Amsterdam, il Toneelgroep, ama lavorare su materiali drammaturgici di origine cinematografica: al festival “Vie” di Modena aveva presentato un adattamento del film di Cassavetes Mariti, mentre al suo attivo figurano in precedenza titoli come Sussurri e grida di Bergman e Rocco e i suoi fratelli di Visconti: al Teatro Strehler di Milano, da giovedì 21 a sabato 23, porta un altro “dittico” bergmaniano che incrocia le sceneggiature di Dopo la prova e Persona.