Il teatro per le feste


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Novità, “strenne” natalizie ma anche il ritorno sulle scene di alcuni tra gli spettacoli più applauditi delle stagioni passate rendono il periodo fra Natale e la Befana ricco di proposteRenato Palazzi

Pur essendo state queste ultime settimane caratterizzate da un vistoso calo delle produzioni, nel periodo delle feste natalizie non mancano, per fortuna, gli appuntamenti teatrali di un certo rilievo.

Al Teatro dell’Arte di Milano fino a lunedì 6 gennaio Aurélia Thierrée, figlia di Victoria Chaplin – l’inventrice e caposcuola di un particolare genere di teatro-circo “da camera” – e nipote del grande Charlie, presenta il suo nuovo spettacolo Murmures des murs, una proposta che sembra particolarmente adatta a un clima di vacanza: è un lavoro ispirato a quell’inconfondibile stile creativo leggero e fantasioso, fatto di gesti, di metamorfosi a vista, di piccole acrobazie, di oggetti che si trasformano imposto dalla madre – che firma qui la regia – alle platee di tutto il mondo, e nel quale la stessa Aurélia oggi eccelle. La affiancano un danzatore, Jaime Martinez, e un clown-acrobata, Magnus Jakobsson.

Geniaccio imprevedibile, indomito provocatore, recente vincitore  di un premio Ubu assegnato al suo graffiante percorso artistico, Antonio Rezza è una personalità per molti aspetti unica nel panorama italiano di oggi. Fino al 19 gennaio lo si può vedere al Teatro Vascello di Roma  in una mini-antologia dei quattro ultimi spettacoli che ha creato con Flavia Mastrella: fino a domenica 22 è in programma Bahamuth, dal 26 dicembre al 5 gennaio 7-14-21-28, dal 7 al 19 gennaio Fratto_X. Da non perdere, per immettere nella melassa natalizia una buona dose di cinismo.

Sono passati più di venticinque anni da quando Moni Ovadia presentò per la prima volta al Teatro Franco Parenti di Milano il suo intenso Dalla sabbia dal tempo, consentendo al vasto pubblico di scoprire il fascino dell’umorismo ebraico e delle  musiche klezmer. Proprio al Franco Parenti, a cavallo di fine anno, il cantante-attore ripropone il suo inesauribile repertorio di aneddoti, storielle, folgoranti citazioni e melodie struggenti: accompagnato da quattro musicisti, Ovadia è in scena da venerdì 27 a domenica 5 gennaio con l’ormai classico Cabaret Yiddish.

Da sabato 28 dicembre a lunedì 6 gennaio arriva invece sul palcoscenico del Teatro Grassi di Milano la compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli con uno spettacolo dal taglio coreografico, Il bacio della fata, ispirato all’omonimo balletto di Stravinskij: la fiaba, in cui una malvagia Fata del Ghiaccio vuole portarsi via per sempre il giovane che lei stessa aveva sottratto a una tempesta di neve da bambino, è raffinata, ricca di effetti speciali, e si rivolge tanto ai piccoli spettatori quanto a un pubblico dal gusto più maturo.

E poi, per chi ancora non l’avesse visto, all’Elfo Puccini di Milano c’è sempre la possibilità di passare il capodanno assistendo al trascinante History boys di Alan Bennett, uno degli spettacoli di maggior richiamo degli ultimi anni: il testo di Bennett, che rappresenta uno spietato scontro tra idealismo e opportunismo sullo sfondo di un college inglese degli anni Ottanta, è stato allestito tre anni fa da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, e da allora ha fatto incetta di premi e di allori, ma continua ad appassionare le platee. È in programma fino al 31 dicembre.

Da giovedì 2 gennaio Le voci di dentro di Eduardo De Filippo nell’asciutta, metafisica, bellissima messinscena di Toni Servillo, con lo stesso Servillo e suo fratello Peppe eccellenti protagonisti, arriva praticamente  “a casa”, in quel San Ferdinando che a Napoli fu il teatro dello stesso Eduardo, da lui ristrutturato e gestito a sue spese. È uno spettacolo comunque da vedere, che acquista in questo caso un’ulteriore valenza emotiva.

Diviso in cinque capitoli diversi per stile, linguaggi, codici espressivi, Francamente me ne infischio (nella foto in alto. N.d.T.) è l’ingegnoso progetto  che Antonio Latella ha costruito intorno a Via col vento e al personaggio di Rossella O’ Hara: la leggendaria protagonista del romanzo di Margaret Mitchell e del film di Victor Fleming viene assunta a emblema delle contraddizioni e del declino del sogno americano. Lo spettacolo, recente vincitore del premio Ubu per la miglior regia e per il trio delle migliori attrici protagoniste, le straordinarie Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca, viene proposto domenica 5 gennaio al Teatro Argentina di Roma in un’unica maratona che dura circa sette ore.

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