33 tours et quelques secondes

L’artista è morto. Chi sa perché?


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“33 tours et quelques secondes” di Rabih Mroué e Lina Saneh  ricostruisce il suicidio di un giovane artista attraverso i suoi strumenti tecnologici. Al debutto anche Lino Musella con Paolo Mazzarelli, Fattoria Vittadini, l’evento unico “Enzo Cosimi My Day My Day” e “L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi di Copi per la regia di Andrea AdriaticoRenato Palazzi

Rabih Mroué e Lina Saneh sono una geniale coppia di performer libanesi al sottile confine tra teatro e arti visive. Di casa ad Avignone, sono ancora poco noti sulle scene italiane, dove sono apparsi più volte solo a Romaeuropa e al festival delle Colline Torinesi. Una delle loro ultime creazioni, 33 tours et quelques secondes (nella foto), ricostruisce il suicidio dimostrativo di un giovane artista senza la presenza di attori in carne e ossa, attraverso i suoi strumenti tecnologici, un giradischi, un televisore, un computer, la segreteria telefonica e la pagina facebook proiettata su uno schermo. Si può vedere venerdì 13 e sabato 14 al Funaro di Pistoia.

Lino Musella e Paolo Mazzarelli sono due attori di talento che, da qualche anno, si dedicano anche alla scrittura, con l’ammirevole intento di raccontare delle storie di oggi. Ne La società immaginano la vicenda di tre amici che, dopo avere ereditato da uno zio la gestione di un bar, si dividono su come gestirlo: uno avrebbe voluto destinarlo a spazio culturale, l’altro lo ha fatto rendere economicamente, ma con metodi non proprio chiari, il terzo gli dà fuoco per riscuotere il premio dell’assicurazione. Amarognolo, ben recitato, lo spettacolo è in programma al Teatro Quarticciolo di Roma da venerdì 13 a domenica 15.

Si intitola To this purpose only lo spettacolo più recente di Fattoria Vittadini, un collettivo di danzatori formatisi nel 2009 al corso di teatro-danza della scuola Paolo Grassi. Si tratta di un ritratto acremente dissacrante dell’Italia sgomenta e smarrita di oggi, fra i cliché di un illustre passato e gli sbandamenti di un incerto presente, l’Italia vista dall’estero, e precisamente da Berlino, dove risiede il duo di coreografi Matanicola, ovvero il torinese Nicola Mascia e l’israeliano Matan Zamir.  Al Teatro Ringhiera di Milano, da venerdì 13 a domenica 15.

L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi è una delle più  scatenate fra le commedie di Copi: l’autore-disegnatore franco-argentino costruisce una sorta di visionaria parodia di un drammone ottocentesco ambientato nel gelo della steppa siberiana, fra lupi, cosacchi, corse in slitta e personaggi dal sesso  incerto, che citano operazioni subite a Casablanca e fanno un uso alquanto improprio dei topi vivi. L’ha affrontata, nella chiave di «un delirio transgender e psichedelico», un gran conoscitore delle opere di Copi, il regista Andrea Adriatico, con una compagnia in cui spicca un autentico emblema della transessualità, Eva Robin’s. Lo spettacolo è in scena da venerdì 13 al Teatro i di Milano.

È un evento unico e irripetibile Enzo Cosimi My Day My Day, il percorso itinerante attraverso i vari ambienti del Teatro Argentina di Roma – dai sotterranei alla cripta alla platea al palcoscenico – che viene proposto lunedì 16 dal coreografo con la partecipazione di musicisti, danzatori, performer, artisti visivi, tutti impegnati intorno al tema del naufragio come metafora contemporanea: si parte dalle creazioni di Andrea Fogli e Gianni Staropoli, si prosegue, fra l’altro con un’installazione sonora di Alvin Curran per approdare a uno spettacolo dello stesso Cosimi, Welcome to my world.

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