Tragedie seriali


Warning: Parameter 2 to wp_hide_post_Public::query_posts_join() expected to be a reference, value given in /home/customer/www/delteatro.it/public_html/wp-includes/class-wp-hook.php on line 303

“Materiali per una tragedia tedesca” di Antonio Tarantino torna in scena a Udine in versione serial a puntate per la regia di Fabrizio Arcuri. Gli spettacoli da non mancare al Festival delle Colline Torinesi, al Napoli Teatro Festival e alla rassegna “Da vicino nessuno è normale” di Milano, città dove debutta anche il “Mercante di Venezia” diretto dal promettente Filippo RendaRenato Palazzi

Con Materiali per una tragedia tedesca Antonio Tarantino costruiva, nel ’97, un affresco kolossal sulla Germania degli anni Settanta, la Germania della banda Baader-Meinhof, del rapimento dell’industriale Hans Martin Scheyler, del dirottamento di un aereo della Lufthansa a Mogadiscio. Il regista Fabrizio Arcuri ne ha ricavato un serial teatrale in sei puntate (foto), prodotto dal CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli-Venezia Giulia. Le prime tre sono state presentate lo scorso dicembre, l’intero ciclo sarà in scena da venerdì 10 al Teatro San Giorgio di Udine, due puntate per sera con una maratona finale venerdì 17 e sabato 18.

Il giovane regista Filippo Renda, co-fondatore con Valentina Picello della compagnia Idiot Savant, ha mostrato ai suoi primi passi artistici un talento promettente, che poi non sempre ha trovato a mio avviso conferma nel proseguimento del percorso. Ad offrirgli un’importante occasione di mostrare le sue qualità è ora la Sala Fontana di Milano, dove è chiamato ad allestire un Mercante di Venezia che vuole ribaltare molte delle convenzioni che si sono accumulate nel tempo sul dramma shakespeariano. Ambientato in una Venezia moralmente stagnante e fisicamente malsana, lo spettacolo è in scena da venerdì 10 a domenica 26.

L’appuntamento clou della settimana, al Festival delle Colline Torinesi, è Vanja, 10 years after della compagnia greca Blitz Theatre Group, sabato 11 e domenica 12 al Teatro Astra di Torino: è una riscrittura cechoviana in cui i protagonisti di Zio Vanja si ritrovano dieci anni dopo, in uno spazio sospeso tra sogno e realtà, per rivivere momenti del loro passato. Da vedere anche il primo “studio” per Acqua di colonia, il nuovo spettacolo di Elvira Frosini e Daniele Timpano (mercoledì 15, Lavanderia a vapore di Collegno) e Un mage en été di Olivier Cadiot, regia del bravo Ludovic Lagarde (giovedì 16, Teatro Gobetti di Torino).

Si apre domenica 12 all’ex-ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano “Da vicino nessuno è normale”, l’ormai storica rassegna che da vent’anni propone spettacoli, laboratori, incontri, proiezioni incentrati più o meno direttamente sui temi del disagio. A titolo di prologo, sabato 11 viene presentato il libro di Franco Rotelli La libertà è un esercizio quotidiano, l’inaugurazione è affidata al disegnatore Stefano Ricci che rievoca a suo modo l’esperienza di Basaglia. Il primo spettacolo, mercoledì 15, è la nuova creazione di Fanny & Alexander, We need money, su un paradossale progetto di crowdfunding per finanziare un’opera teatrale.

Comincia mercoledì 15, e si protrarrà per un mese, il Napoli Teatro Festival, una rassegna come sempre ricca di titoli più o meno importanti: a inaugurarlo è un’esperienza di teatro in carcere, Aspettando il tempo che passa, realizzato da Emanuela Giordano coi detenuti dell’istituto penitenziario minorile di Airola (15 e 16, Teatro Nuovo). Segue un altro spettacolo di ambiente carcerario, La tempesta nella versione di Eduardo che Michele Placido legge ai detenuti di Nisida, a cura di Fabrizio Arcuri (15), poi Kiss & Cry della coreografa belga Michèle Anne De May e del regista Jaco Van Dormael, in cui a danzare sono le dita delle mani proiettate su uno schermo, e Passage through the world dei videoartisti iraniani Shirin Neshat e Shoja Azari ( 15 – 20, Chiesa di Donnaregina).