Il gabbiano di Lugano


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L’allestimento del testo cechoviano allestito da Carmelo Rifici nella città svizzera approda a Milano. Qui, da vedere anche “La vita ha un dente d’oro” diretto da Claudio Morganti. All’ex stabile di Roma, Pippo Delbono con “Vangelo” e Valter Malosti con la rilettura del pirandelliano “Berretto a sonagli” nella versione originale in dialetto siciliano. A Novate Milanese, nella casa di Testori, va in scena l’anteprima di “SdisOrè” diretta da Gigi Dall’Aglio – Renato Palazzi

Il gabbiano di Cechov nella messinscena di Carmelo Rifici (foto) è stato la prima produzione, lo scorso novembre, del LAC, Lugano Arte e Cultura, il nuovo centro espositivo e teatrale ticinese affidato – per quanto riguarda la stagione di spettacoli – alla direzione dello stesso Rifici. Il regista ha dato al testo cechoviano un’impronta fortemente onirica, raffigurando un ambiente di mediocri, tutti prigionieri del sogno di diventare degli importanti artisti o pensatori. Il suo Gabbiano, interpretato fra gli altri da Emiliano Masala, Fausto Russo Alesi, Giorgia Senesi, Ruggero Dondi, è in scena al Teatro Studio di Milano fino a domenica 24.

SdisOrè è una riscrittura testoriana dell’Orestea di Eschilo, creata nel ’91 per Franco Branciaroli nella lingua barocca e immaginifica dell’Ambleto o del Macbetto, e dove tutti i personaggi sono affidati a un solo attore: il nuovo allestimento di questo testo potente e sconsolato, firmato da Gigi Dall’Aglio e interpretato da Michele Maccagno, avrà le sue anteprime in una sede d’eccezione, il salotto di Casa Testori a Novate Milanese (ingresso libero, prenotazione obbligatoria), da sabato 16 a lunedì 18, e sarà poi allo Spazio Tertulliano di Milano da mercoledì 20 a domenica 24.

Da diverso tempo Claudio Morganti va sviluppando, nel suo percorso creativo, una esplicita riflessione sui meccanismi del teatro, sugli ambigui rapporti tra verità e finzione della scena. Anche La vita ha un dente d’oro – il titolo prende spunto da un’antica espressione bulgara – è uno spettacolo “di archeologia teatrale” che tratta il tema dell’artificio recitativo, del ruolo e della professione dell’attore. Il testo di Rita Frongia è interpretato da Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur, con la regia di Morganti. Da vedere al Pim Off di Milano, da domenica 17 a martedì 19.

Martedì 19 debutta in prima nazionale al Teatro Argentina di Roma il nuovo spettacolo di Pippo Delbono, Vangelo, costruito sulle musiche di Enzo Avitabile e ispirato a una sorta di contaminazione poetica fra le suggestioni del sacro e le immagini di tragedie e sofferenze di oggi, con filmati su profughi e rifugiati dall’Africa e dal medio Oriente. Il lavoro era stato presentato lo scorso dicembre a Zagabria in una versione operistica con l’orchestra, il coro e i danzatori del Teatro Nazionale Croato. A Roma, e poi allo Storchi di Modena, sarà proposta la versione in prosa, senza questi ultimi. La versione operistica è invece in programma dal 25 al 28 febbraio al Comunale di Bologna.

Valter Malosti si misura per la prima volta con un’opera di Pirandello, affrontando Il berretto a sonagli nella consueta, doppia veste di regista e protagonista: Malosti, nel suo adattamento drammaturgico, ha attinto alla versione originale del testo, scritta in dialetto siciliano, ripristinando scene e situazioni successivamente espunte dall’autore, che accentuano la violenza non solo linguistica della vicenda, strappata agli stereotipi e immersa in un clima ferocemente visionario. Lo spettacolo è in programma da mercoledì 20 al Teatro India di Roma.