Edoardo Ribatto. Foto Elisabetta Torre

Lui è il proiettile

Edoardo Ribatto debutta come drammaturgo e regista con un radiodramma dal vivo. Sonia Bergamasco con “Il ballo” affronta un sofferto rapporto madre-figlia. Da seguire anche “Social error” di Viktor Bodò e “Lo stupro di Lucrezia” di Valter Malosti – Renato Palazzi


Nel suo racconto Il ballo, Irene Nemirovsky disegna una Cenerentola al negativo, che per vendicarsi dello scarso amore ricevuto dalla madre la colpisce nel suo punto debole, la smania di affermazione sociale: il ballo organizzato nella nuova casa non avrà mai luogo, perché la ragazza getta perfidamente tutti gli inviti nella Senna. Da questa storia di odio famigliare, Sonia Bergamasco ha tratto uno spettacolo che debutta a Roma in uno spazio anomalo, sabato 30 e domenica 1, nel programma della rassegna “Le vie dei festival” e del progetto “Stanze, esperienze di teatro d’appartamento”, temporaneamente emigrate da Milano  nella capitale. Il luogo dello spettacolo, secondo la consuetudine di questa iniziativa, viene rivelato ai partecipanti solo all’ultimo momento: per prenotarsi, chiamare il n. 3312019941.

Social error, lo spettacolo dell’autore e regista ungherese Viktor Bodó, è una singolare creazione multi-linguistica e multi-disciplinare, uno spietato sguardo sulle ferocia della società contemporanea ispirato al 1984 di George Orwell e costruito con la logica dei giochi di ruolo e da tavolo, in particolare dal videogame The settlers: fra le peculiarità del progetto, oltre alla partecipazione attiva degli spettatori, chiamati a intervenire votando, c’è la scelta di adattare il canovaccio ai vari luoghi in cui viene rappresentato, integrando gli interpreti ungheresi con attori di volta in volta reclutati in loco, in questo caso quelli del Teatro Due di Parma, dove Social Error sarà ospite del Teatro Festival da lunedì 2 a mercoledì 4 dicembre.

Edoardo Ribatto (nella foto. NdT) è un bravo attore della generazione fra i trenta e i quarant’anni, uno dei protagonisti – fra tanti altri titoli – di Angels in America al Teatro dell’Elfo. Per il suo esordio come regista e drammaturgo ha scelto una strada insolita: Io sono il proiettile, lo spettacolo in scena da martedì 3 all’Elfo Puccini di Milano, è infatti concepito come un radiodramma dal vivo in cui, grazie a un dispositivo chiamato vocoder, in grado di contraffarne e moltiplicarne la voce, il pubblico, chiudendo gli occhi, avrà la sensazione di sentir parlare una quantità di personaggi diversi. Il testo è ispirato alla figura di Yuri Markus Daniel, uno scrittore russo degli anni Sessanta condannato per reati d’opinione: Ribatto immagina che Daniel incontri in un bar una delle sue creature letterarie, un uomo ingiustamente accusato di delazione.

Arriva a Roma, da martedì 3 al Teatro Vascello, Lo stupro di Lucrezia di Valter Malosti, uno degli spettacoli più interessanti della scorsa stagione. Ricavato dall’omonimo poemetto shakespeariano, descrive in una lingua fiammeggiante l’efferata violenza sessuale perpetrata da Sesto Tarquinio, figlio dell’ultimo re di Roma, nei confronti della moglie di uno dei suoi generali, provocandone il suicidio. Interpretato con crudo realismo da due eccellenti giovani attori, Alice Spisa e Jacopo Squizzato, oltre che dallo stesso Malosti, lo spettacolo tocca le coscienze su un tema   sinistramente attuale.

Lui è il proiettile