Atomos di Wayne McGregor – Random Dance


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Wayne McGregor torna in Italia con la sua ultima cybercreazione per RandomDance, Atomos in prima nazionale al Teatro Valli di Reggio Emilia –  Silvia Poletti

Alla sue prime apparizioni sulla scena internazionale l’inglese Wayne McGregor si è immediatamente imposto per l’ammaliante sfida di tradurre processi neurologici e ipotesi bioscientifiche in una danza dalle incredibili variazioni di velocità e peso, capace di coinvolgere ogni muscolo e legamento del corpo umano in un processo di misteriose reazioni cibernetiche – supportate sempre da consulenze e collaborazioni con pool di scienziati e biotecnici. Al di là del processo creativo, comunque, a lanciarlo in maniera esponenziale ai vertici della coreografia attuale (grazie anche a commissioni per compagnie istituzionali, dal Royal Ballet all’Opéra di Parigi) è stato il fatto che la sua sia appunto una danza-danza, con dinamiche turbinose, fuori balance, dissestata nella coordinazione tra busto, braccia, gambe, eppure sempre foriera di una strana armonia (non a caso ha studiato la tecnica ‘sinfonica’ di Limòn) e oggi, grazie anche alla frequentazione con i ballerini classici,  l’artista sa calarla in un contesto scenico ammaliante, grazie all’uso eccellente del light design e delle musiche, che contribuiscono a far vivere allo spettatore una vera e propria esperienza sinestetica.

Lo si è visto anche in Atomos, in prima nazionale al Valli di Reggio Emilia per Aperto Festival. Come suggerisce il titolo, stavolta McGregor applica alla sua idea di coreografia le modalità e le funzioni dell’atomo, con tutte le potenzialità di movimento e aggregazione sottintese, a partire dall’agglomerato iniziale in cui le braccia e i busti degli ottimi danzatori di Random Dance si muovono sinuosi e avvolgenti come i lacerti delle microscopiche cellule da cui parte la vita. I ballerini si aggrovigliano, si dipanano, scivolano via, si isolano e si ricompattano senza soluzione di continuità, alternando momenti regolati quasi come in un balletto alla Petipa a lunghe sequenze aperte invece all’improvvisazione, nata sulla stregua del lavoro virtuale di una creatura cyber, nata da un nuovo programma computer denominato Becoming. Il tutto avvolto in una sorta di cocoon ovattato grazie alle atomizzate sonorità techno di A Winged Victory for The Sullen e all’importante disegno luci di Lucy Carter. Né mancano occhiali per le visioni tridimensionali dei video di Ravi Deepres, che ad un certo punto calano dall’alto e mostrano al pubblico esplosioni nucleari, insetti primordiali, dettagli di fabbriche e altro.

Tutto è curato, ben eseguito, rigoglioso di creatività e imponente. Eppure c’è la sensazione che McGregor abbia imboccato una strada di non ritorno lungo il percorso di una modalità compositiva già sperimentata da Merce Cunningham (quella con l’antico programma Life Forms) e si percepisce il rischio che la prassi compositiva, a dispetto delle sue infinite variabili virtuali e dell’invidiabile possibilità di mezzi tecnologici a disposizione, tenda a irregimentare l’ispirazione e il talento dell’autore, rendendolo sempre più prevedibile e, ohimé, noioso. Vedremo in futuro.

Intanto McGregor e i suoi danzatori si godono l’ammirazione del pubblico, non solo a teatro ma anche nelle performances che hanno visto Random ospite della Collezione Maramotti per uno special event. Dopo Trisha Brown  e Shen Wei, a McGregor è toccato quindi l’onore di immaginare alcune sequenze di danza – intitolate Scavenger – in stretta simbiosi con alcune opere d’arte ospitate nell’antica fabbrica Max Mara. Visti a distanza ravvicinata, dopo l’esposizione simbolica della metodologia immaginata dagli stimoli di Becoming, i danzatori capaci di evocare con i loro movimenti l’opera d’arte che ciascuno di loro aveva scelto e “introiettato” nella sua immaginazione, hanno reso più esplicita la concezione che sta alla base del lavoro dell’autore. La perplessità però persiste, quasi che- per dirla con Wagner – si sia assistito a una serie di, pur- intriganti, “effetti senza cause”.

Atomos
ideazione direzione e scene Wayne Mc Gregor
coreografia Wayne McGregor in collaborazione con i danzatori
musica A Winged Victory for the Sullen disegno luci Lucy Carter
video Ravi Deepres
costumi Studio XO
interpreti Random Dance
Visto a Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli, Festival Aperto, 15 novembre 2013.
Prossime date italiane: Teatro Ponchielli, Cremona; Teatro Verdi, Padova, aprile 2014

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