Il gabbiano di Cechov è volato da Ostermeier


Warning: Parameter 2 to wp_hide_post_Public::query_posts_join() expected to be a reference, value given in /home/customer/www/delteatro.it/public_html/wp-includes/class-wp-hook.php on line 303

Una delle opere più feroci di Cechov è in scena a Moncalieri sotto la direzione del regista tedesco Thomas Ostermeier. Da non perdere anche “Luparella” di e con Enzo Moscato a Napoli; “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi” delle Albe a Roma; la retrospettiva di Scimone e Sframeli a Bologna; “La monaca di Monza” di Testori con Yvonne Capece e Walter Cerrotta a MilanoRenato Palazzi 

In Luparella, un suo testo dell’83, Enzo Moscato rappresentava una vicenda ambientata in un bordello dei Quartieri Spagnoli, dove quarant’anni prima, quasi alle soglie delle Quattro Giornate, una ragazza addetta ai più umili servizi pugnalava un soldato tedesco che aveva abusato di una prostituta appena morta di parto. In Grand’estate, in scena fino a domenica 10 al Teatro Nuovo di Napoli, Moscato immagina il prima e il dopo di quella storia, ricostruendo le vicende di altre puttane della “casa” attraverso tempi e luoghi diversi, lungo l’arco di tre decenni. Ad affiancare Moscato, che firma anche la regia, c’è Massimo Andrei.

Pur senza ricorrenze particolari da celebrare, è stato un anno di nuovi approcci al teatro di Testori: Michele Maccagno ha affrontato a suo modo Sdisorè, Valter Malosti ha allestito L’Arialda, Fabrizio Gifuni ha letto Il dio di Roserio, Eugenio Allegri ha portato in giro l’Edipus, mentre Federica Fracassi si appresta a interpretare Erodiàs. Sarà dunque interessante vedere un testo fra i meno rappresentati dell’autore di Novate, La monaca di Monza, realizzato in un clima visionario da due giovani attori napoletani, Yvonne Capece e Walter Cerrotta. Da venerdì 8 a domenica 10 alla Sala Fontana di Milano.

Amori mancati, amori non ricambiati, frustrazioni letterarie. Sotto una patina di apparente tenerezza, Il gabbiano (foto) è una delle opere più feroci e disperate di Cechov, certo una delle più dense di spunti di riflessione su alcuni eterni nodi della vita. Era quindi naturale che un testo del genere venisse affrontato, prima o poi, da Thomas Ostermeier, uno dei registi più graffianti e rabbiosi della scena europea di oggi. Il suo spettacolo, co-prodotto dallo Stabile di Torino, dal Théâtre Vidy di Lausanne e dall’Odéon Théâtre de l’Europe, e interpretato da attori della Comédie Française, sarà da mercoledì 13 a sabato 16 alle Fonderie Limone di Moncalieri.

Sempre mercoledì 13 arriva a Roma, al Teatro Argentina, Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, lo spettacolo che il Teatro delle Albe ha dedicato alla figura della grande leader birmana, strenua oppositrice della dittatura che ha oppresso a lungo il suo Paese, premio Nobel per la Pace 1991. Partendo da materiali documentari, la regia di Marco Martinelli traccia anche un ritratto spirituale della protagonista, portatrice di una ferrea filosofia della non-violenza. Da non perdere la straordinaria prova interpretativa di Ermanna Montanari. Giovedì 14, all’Angelo Mai, Martinelli legge invece il suo bellissimo libretto-manifesto Farsi luogo.

Bologna propone una personale sul teatro di Scimone e Sframeli: mercoledì 13, all’Arena del Sole, è in programma il loro spettacolo più recente, Amore. Seguono Nunzio, opera prima del ’94 (giovedì 14, Laboratori delle Arti), Pali, del 2009, premio Ubu come miglior novità italiana (venerdì 15, Arena del Sole), e Bar, del ’97, doppio Ubu al nuovo autore e al nuovo attore (sabato 16,  Laboratori delle Arti). Sono inoltre previsti la proiezione del film Due amici, ispirato a Nunzio (martedì 12, Laboratori delle Arti), un incontro coordinato da Gerardo Guccini (sabato 16, dopo Bar) e un laboratorio condotto dai due (lunedì 11 e martedì 12).