A Lourdes e ritorno


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“Lourdes”, Lo spettacolo di Luca Ricci con Andrea Cosentino è in scena a Roma. Menoventi torna a Modena con “Credi ai tuoi occhi”. È “Un altro Amleto” quello di Magdalena Barile in scena a Milano, dove si può assistere anche all’”Edipus” di Testori con Eugenio Allegri e al ritorno di “7 minuti” di Massini con Ottavia PiccoloRenato Palazzi

Ispirato all’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci, Lourdes – spettacolo nato per i Teatri del Sacro di Lucca – propone una buffa e grottesca carrellata di pittoreschi personaggi in viaggio verso la capitale dei miracoli con la speranza di ottenerne grazie e guarigioni prodigiose. A evocare quella variegata umanità, in una lingua che alterna toni aulici a rudi cadenze dialettali umbre, è una dama di carità incarnata da un attore dal talento bizzarro e graffiante, Andrea Cosentino (foto), che figura anche come coautore del testo, mentre la regia è di Luca Ricci. Fino a domenica 28 al Teatro dell’Orologio di Roma.

La compagnia romagnola Menoventi è stata una delle espressioni di punta del rinnovamento teatrale degli scorsi anni: poi, come altre realtà, ha un po’ subito le difficoltà produttive del momento, che hanno rallentato il suo percorso di crescita. È dunque interessante vedere questa sua nuova creazione, Credi ai tuoi occhi, in scena da venerdì 19 al Teatro delle Passioni di Modena: lo spettacolo ideato da Gianni Farina e Consuelo Battiston è incentrato sulla figura di un’artista trasgressiva e “maledetta” del primo Novecento, la tedesca Anita Berber, attrice, danzatrice, modella, prostituta, ritratta in un celebre dipinto di Otto Dix.

Amleto è l’erede di una famiglia di industriali brianzoli, tornato a casa dopo un periodo di studi all’estero con l’intento di compiere una strage per punire la madre e lo zio, che si sono sposati poco dopo la morte del padre: ma la trappola degli affetti e la rassicurante routine quotidiana lo distolgono a poco a poco dal suo cruento progetto. Un altro Amleto di Magdalena Barile,  che la compagnia Animanera propone da venerdì 19 al Teatro dell’Arte di Milano, è la rappresentazione di un fallimento, di una perdita di identità nel tentativo di conciliare esigenze diverse e stati d’animo opposti.

Edipus è il terzo capitolo della “trilogia dello scarozzante”, il ciclo di grandi testi classici – i primi due erano Ambleto e Macbetto – riscritti per Franco Parenti da Giovanni Testori in quella sua particolarissima lingua barocca e immaginifica, in cui si mescolano echi di dialetti lombardi, latinismi, spagnolismi. A incarnare lo scalcinato capocomico che, abbandonato dai suoi attori, deve affrontare da solo i tre ruoli di Edipo, Laio e Giocasta è ora, dopo lo stesso Parenti e Sandro Lombardi, l’estroso Eugenio Allegri, per la regia di Leo Muscato. Lo spettacolo è in programma da martedì 23 al Teatro Filodrammatici di Milano.

Undici operaie del consiglio di fabbrica di un’industria tessile dell’Alta Loira che ingaggiano un durissimo braccio di ferro con la nuova proprietà dell’azienda pur di non cedere su una questione all’apparenza irrilevante: resistono, a dispetto di tutto, per una questione di principio, per la difesa di qualcosa che è ormai considerato un diritto acquisito. Ispirato a una vicenda vera, che aveva acceso un serrato dibattito sui giornali francesi, 7 minuti è il testo di Stefano Massini che sta per essere trasposto in film da Michele Placido. Lo spettacolo, affidato a undici attrici capeggiate da Ottavia Piccolo, arriva martedì 23 al Teatro Strehler di Milano.