Dialoghi degli dei


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Sotto l’apparente gioco, lo spettacolo di Massimiliano Civica e dei Sacchi di sabbia visto a Milano per “Stanze” è una critica piena di ironia al nozionismo, alle inestirpabili “preferenze” degli insegnati verso i loro predilettiMaria Grazia Gregori

Zeus? Un sottaniere ma anche un inseguitore di ragazzini. Sua moglie Era? Una gelosona ma anche una traditrice di suo. Il fanciullo Ganimede? Un furbone pronto a servirsi di donne e uomini cotte/cotti di lui. Per non parlare degli altri dei, in tutto e per tutto degni della loro coppia regale. È un ben strano mondo quello che, in nome della loro “paideia“ cioè educazione, due ragazzotti in divisa da collegio si trovano a indagare e sul quale devono essere pronti a rispondere a “mitraglia”, complice Luciano di Samosata, vissuto nel II secolo dopo Cristo, alle domande insidiose di un’occhialuta prof. vagamente isterica. Il divertentissimo spettacolo Dialoghi degli dei andato in scena grazie alle benemerite Stanze, nato dal rapporto fra Massimiliano Civica e il gruppo pisano I sacchi di sabbia, racconta con gradevole ironia e scatenata improntitudine di quanto avviene lassù sulle cime dell’Olimpo fra quelli che dovrebbero essere gli esempi di virtù e saggezza per i mortali.

L’idea è quella di ambientare la storia ai giorni nostri e così gli spettatori sono sistemati di fronte a una scena minima – due banchi, una cattedra – dove i due allievi Carbone e Parrotto vivono il loro dramma di scolari poco ricettivi o furbi. A separarli dalla cattedra dove sta seduta la loro insegnate ci stanno – in costumi che citano la Grecia – Zeus ed Era, i veri responsabili delle loro tribolazioni. Quello che rende ancora più intrigante la situazione è che tutto avviene in una vera scuola di Milano, una scuola un po’ speciale, in verità, visto che qui ogni anno allievi, insegnati, genitori, danno vita a uno speciale laboratorio teatrale, guidato dal professore Maurizio Maraviglia, che alla fine dei corsi si coagula in uno spettacolo. Il liceo è il “Tranquillo Cremona” di Milano che per questa sua attività è stato insignito dell’Ambrogino d’oro nel 2014. E che quest’anno festeggerà i 25 anni di vita, mettendo in scena la riduzione drammaturgica dell’Ulisse di Joyce. Scelta che potrebbe fare tremare i polsi a tutti ma non a quelli del Liceo Cremona che nel corso degli anni si sono confrontati con Goethe, Ibsen, Freud, Omero.

Ecco che inizia il rito quotidiano con l’insegnante che, penna in mano e registro aperto, pone domande ai due allievi, costringendoli a tentare di farsi le scarpe uno con l’altro. Saranno solo due gli allievi ma la tipologia della scelta ci permette di entrare dentro il senso di questo spettacolo. C’è l’allievo Parrotto (Enzo Iliano) sempre pronto ad alzare la mano per rispondere, al quale fioccano continuamente otto, ma che quando si troverà chiamato all’improvviso, farà scena muta. E c’è la vittima sacrificale, lo scolaro Carbone (Gabriele Carli) meno veloce nella risposta che, magari, non sa e che colleziona una invidiabile sfilza di due. Tra la professoressa (Giulia Solano) e i due allievi ci sono Zeus ed Era (Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo) mani sugli occhi quando si estraniano dalla storia, ma molto duri quando le risposte sono sbagliate, soprattutto Zeus che è pronto a una serie di “zot” in diverse parti del corpo.

Sotto l’apparente gioco, dunque, lo spettacolo di Civica e dei Sacchi di sabbia è una critica piena di ironia al nozionismo, alle inestirpabili “preferenze” degli insegnati verso i loro prediletti. Ma non ci fa la lezione, ci diverte invece grazie alla bravura degli interpreti, ai loro tempi giusti, alla loro coinvolgente fisicità.

Dialoghi degli dei
uno spettacolo di
Massimiliano Civica e I sacchi di sabbia
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri,
Enzo Iliano, Giulia Solano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I
sacchi di sabbia e il sostegno della Regione Toscana