La famiglia dell'antiquario

La famiglia dell’antiquario, puro Goldoni ma dalla testa di legno


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Con un singolare gioco di rimandi fra realtà scenica e marionettistica, la compagnia Carlo Colla & Figli (ri)porta al Piccolo la commedia di Goldoni che vi mancava dal 1956. Con trovate scenografiche di gran pregioMaria Grazia Gregori


Per la prima volta la Compagnia di marionette Carlo Colla & Figli incontra Goldoni mettendo in scena la riduzione per marionette, voci e musica di La famiglia dell’antiquario. Ha senso che ciò avvenga sul palcoscenico del Piccolo Teatro Grassi dove nel 1956 la commedia fu rappresentata per la prima e unica volta con la regia di Orazio Costa, protagonista Marcello Moretti che, senza maschera, non era Arlecchino – personaggio comunque presente nel testo -, ma il conte Anselmo, un nullafacente dominus di una nobile famiglia veneziana in disfacimento. Lavoro di riduzione del testo interessante, marionettisti formidabili, un magnifico lavoro sullo spazio scenico ben al di là delle pregevoli ma classiche scenografie usate dai Colla nei loro più celebri spettacoli. L’idea, infatti, di tripartire lo spazio della rappresentazione dona dinamismo all’intero spettacolo e un colpo d’occhio impagabile. Ecco allora che sul palcoscenico di via Rovello, la casa avita del conte Anselmo che si picca di essere un antiquario esperto e invece colleziona una serie madornale di bufale dilapidando le sostanze della sua famiglia, si sviluppa (le scene sono di Franco Citterio) nelle sue stanze in orizzontale – in mezzo la stanza della collezione fasulla, ai lati gli appartamenti di donna Isabella e di donna Doralice, suocera e  nuora, che non si sopportano tanto da “duplicare” le amicizie, i cicisbei e perfino i cani, pronte a ogni piccola occasione per litigare e gettare zizzania in famiglia aizzate anche dalla protervia della serva Colombina.

In questa commedia poco nota Goldoni costruisce un affresco allo stesso tempo impietoso e lucido sull’inarrestabile declino della classe nobiliare piena di nullafacenti sciocchi e vanesi pronti a calarsi le braghe di fronte ai capricci delle mogli, disinteressati alla conduzione della casa, perdenti nei confronti della nuova classe emergente della borghesia, qui rappresentata dal ricco mercante Pantalone, un vecchio saggio che ha pagato l’escalation sociale della figlia andata sposa al figlio del conte con una ricca dote, spesso rinfacciata dalla nuora alla suocera che ha la puzza al naso ed è costretta ad abbozzare.

Tutto fila alla perfezione e corre verso un finale apparentemente lieto sull’onda delle musiche di Antonio Salieri: ci penserà il saggio Pantalone a rimettere in ordine la vita dissestata di Anselmo e famiglia, insegnando al giovane genero Giacinto a far quadrare i bilanci familiari e alle donne un minimo di modestia nel modo di comportarsi, a smascherare i piani dei servi – il sulfureo Brighella e Arlecchino che però si pentirà della sua disonestà -, che tentano di arricchirsi alle spalle di quell’allocco credulone che è Anselmo.

Venti marionette dai bellissimi costumi (di Eugenio Monti Colla e di Cecilia Di Marco) mossi da undici marionettisti ci raccontano, fra intrighi e sorrisi, in un profluvio di parole, le incomprensioni fra giovani e vecchi, la rigidità di un mondo diviso in classi, l’ossessione  e il disprezzo per il denaro che anche allora faceva girare il mondo dove la saggezza era difficile da conquistare fra i sospiri e i capricci delle indocili donne di casa alle quali, in questo spettacolo raffinato e intelligente,  va il cuore di Goldoni, neanche a dubitarne.

Visto al Piccolo Teatro “Paolo Grassi“. Fino al 15 giugno 2014

La famiglia dell’antiquario
riduzione per marionette della commedia di Carlo Goldoni
a cura di Eugenio Monti Colla
musiche Antonio Salieri
scene Franco Citterio
costumi Eugenio Monti Colla e Cecilia Di Marco
realizzati dalla sartoria dell’Associazione Grupporiani
marionettisti Eugenio Monti Colla, Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich, Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Sheila Perego, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette
attori Loredana Alfieri, Marco Balbi, Roberto Carusi, Giuseppe Lanino, Lisa Mazzotti, Gianni Quillico, Giuliana Rivera, Franco Sangermano, Marino Zarbin
luci Franco Citterio
selezione musicale Giovanni Schiavolin
direzione tecnica Tiziano Marcolegio
regia Eugenio Monti Colla
produzione Associazione Grupporiani
Comune di Milano – Cultura – Teatro convenzionato