Songs of Lear


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Debutta a Bari “Songs of Lear” il lavoro del polacco Grzegorz Bral che si ispira al teatro di Grotowski. A Milano, per la rassegna “Apache”, la produzione site specific di Strasse dal titolo “Costruzione dell’immagine della fine”. Sempre a Milano, proseguono le repliche de “L’amante” di PinterRenato Palazzi


L’unico debutto di un certo rilievo della settimana è, sabato 23 e domenica 24 al Teatro Petruzzelli di Bari, Songs of Lear (foto) del regista polacco Grzegorz Bral. Bral, che si ispira ai metodi di lavoro di Grotowski, ha costruito il suo spettacolo partendo dalle scene più importanti del testo shakespeariano e sviluppandole soprattutto attraverso il canto, l’immagine, il gesto, attingendo alle tradizioni musicali orientali e combinando tutti questi elementi in un’autonoma partitura creativa.

Per la rassegna Apache, è in programma da giovedì 28 alla Cavallerizza del Teatro Litta di Milano una creazione site specific del gruppo Strasse, noto per le sue spiazzanti performance urbane sui rapporti tra realtà e finzione. Per l’occasione le due autrici, Francesca De Isabella e Sara Leghissa, hanno scelto di sviluppare il tema della festa, cogliendolo in una fase particolare, quella in cui la festa finisce. Costruzione dell’immagine della fine è stato realizzato con la partecipazione dei Caporales – Pasion Latina, danzatori sudamericani che provano in genere le loro coreografie in spazi pubblici della città.

Proseguono fino a domenica 8 maggio, al Teatro Out Off di Milano, le repliche de L’amante, l’ambiguo testo di Harold Pinter in cui un uomo e una donna sposati da anni, per tenere in vita il proprio rispettabile matrimonio borghese, si inventano degli incontri clandestini con degli immaginari amanti, che sono in realtà loro stessi. La messinscena di Lorenzo Loris lavora soprattutto sul tema dello smarrimento, della perdita di identità. Gli interpreti sono Cinzia Spanò e Roberto Trifirò.