Kanata – Episode I – La controverse

Far West canadese


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Al Napoli Teatro Festival il regista Robert Lepage e la compagnia di Arine Mnouckine ripercorrono le oppressioni subite dai nativi canadesi in una carrellata lunga due secoli. Al via il Festival dei Due Mondi di Spoleto con Emma Dante e Adriana Asti. Anteprima Drodesera con gli AnagoorRenato Palazzi


Da vedere, al Napoli Teatro Festival, Kanata – Episode I – La controverse che Robert Lepage ha messo in scena con gli attori del Théâtre du Soleil, il primo spettacolo che la compagnia di Ariane Mnouckine interpreta sotto la guida di un regista esterno: è una carrellata su duecento anni di storia del Canada, il Paese natale di Lepage, in cui si raccontano le oppressioni subite dagli indigeni (28, 29, 30 giugno, Teatro Politeama). Un altro debutto importante è quello di Orgoglio e pregiudizio, dal romanzo di Jane Austen, nell’adattamento teatrale di Antonio Piccolo e con la regia di Arturo Cirillo: fra gli attori, lo stesso Cirillo, Riccardo Buffonini, Alessandra De Santis, Valentina Picello (4, 5 luglio,Teatro Mercadante).

È cominciato venerdì 28 giugno, e proseguirà fino a domenica 14 luglio, il Festival dei due Mondi di Spoleto. Fra gli spettacoli delle prime sere, Esodo di Emma Dante, una riscrittura contemporanea del mito di Edipo realizzata dalla regista siciliana con Sandro Maria Campagna e gli allievi della Scuola dei mestieri dello spettacolo di Palermo (4, 5 luglio, S. Simone), e La ballata della Zerlina, una celebre storia di seduzione e vendetta di Hermann Broch, con Adriana Asti insolitamente diretta dalla coreografa e performer Lucinda Childs, grande icona wilsoniana (4, 5 luglio, Teatro Caio Melisso).

A Dro, come anteprima del prossimo festival Drodesera, domenica 30 è in programma una rappresentazione per molti aspetti unica dell’Orestea degli Anagoor, Orestea fin dentro la sera, fin dentro la notte, una versione site specific della trilogia eschilea che si dipana dalle 18 alle 24 negli straordinari ambienti della centrale idroelettrica di Fies. Lo spettacolo viene proposto nella sua forma integrale, ma il pubblico è libero di seguirlo come meglio crede, in tutto o in parte, accedendo anche a ulteriori spazi installativi, a zone di ristorazione, a luoghi di pausa dove può limitarsi ad ascoltarne l’audio.