Il ritorno a casa

Un ritorno a casa più pinteriano che mai

La regia di Peter Stein di Il ritorno a casa (Homecoming) è emblematica ma nello stesso tempo “inaspettata”. Un Pinter  più che mai secondo Pinter, crudele e allo stesso tempo colmo di ironia – Maria Grazia Gregori


C’è quasi sempre una casa, magari solo una stanza, un luogo chiuso concentrazionario, nei testi di Harold Pinter, drammaturgo di cui, pur essendone stati sempre convinti, oggi si percepisce con più chiarezza la grandezza. E c’è sempre una famiglia, una coppia, un triangolo, uomini e donne che vengono e che vanno. Tutto quello che sta “fuori” è misterioso, sostanzialmente estraneo, ma quello che si svolge fra quelle quattro mura è crudele, duro da sopportare e da vivere. Da questo punto di vista Il ritorno a casa (Homecoming, 1965) con la regia di Peter Stein in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano è emblematico, ma nello stesso tempo, è un Pinter “inaspettato”, un Pinter  più che mai secondo Pinter, crudele e allo stesso tempo colmo di un’ironia così sottile che il riso che talvolta provoca è assolutamente liberatorio.

Il regista, con qualche civetteria, sostiene che è un testo e uno spettacolo per attori. Vero: del resto Pinter, che è stato attore anche lui, li amava. E gli interpreti di questo Il ritorno a casa, a cominciare da Paolo Graziosi, sono molto bravi. Eppure restiamo dell’idea, anzi della convinzione, che la regia lucida, serrata, ironica e profonda, mai prevaricatrice di Stein abbia un ruolo fondamentale nel successo di questo spettacolo molto applaudito dal pubblico.

Eccoci dunque a Londra, in una casa dei sobborghi dove domina Max, ex macellaio, un vero padre-padrone che governa la famiglia senza un briciolo di tenerezza (il modo in cui Paolo Graziosi interpreta questo personaggio gretto, volgare, violento, sfottitore incallito  è da manuale). E c’è Lenny, il figlio maggiore, un nevrotico disadattato con l’anima da magnaccia (il ruolo che Pinter interpretò nella prima messinscena del testo, qui reso con una provocatoria, untuosa presenza da Alessandro Averone) mentre il figlio minore Joey, aspirante boxeur, fanatico della forma fisica e delle cure del corpo ma con qualche problema sessuale è, bravamente, Rosario Lisma. Di questa stralunata, disadattata famiglia fa parte anche Sam, fratello di Max, di professione taxista, personaggio malinconico che Elia Schilton interpreta con rara finezza, trasmettendocene la pena segreta.

In questa casa che nella bella scena di Ferdinand Woegerbauer si sviluppa verso l’alto  suggerendone il piano superiore, dove fra sdruciti divani, gran sbattere di piatti e pochi arredi  ci si grida addosso, si compiono atti di reciproca violenza, mentre i nodi del passato vengono al pettine e rivelano inquietudini, tradimenti, dolori mai sopiti e un’insopportabile violenza psicologica, arriva da Venezia, inaspettatamente l’altro figlio, Teddy (Andrea Nicolini)  che è diventato professore di filosofia negli Usa, accompagnato dalla moglie Ruth. Ma, quando bisogna tornare dai figli, a restare in quella casa sarà sorprendentemente  lei che, sotto l’apparenza dimessa e quasi severa scelta  da Stein per il personaggio, Arianna Scommegna  realizza con duttilità, mostrandocene la  tempra di ferro di chi ha capito il grande potere che le darà il bisogno di sesso di quegli uomini che pensano già ai denari che potranno guadagnare con la vendita dei suoi “favori”. Non c’è niente di astratto, nessuna voglia di spaccare il cappello in quattro in questa regia perfetta, non ci sono vuoti, non ci sono sospensioni e perfino le famose “pause” pinteriane si riflettono in azioni e in gestualità che ne sottolineano la provvisoria precarietà  attraverso la quale l’autore ci parla ancora con tutta la sua spiazzante, ironica crudeltà.

Il ritorno a casa
di Harold Pinter, traduzione Alessandra Serra
regia Peter Stein
scenografia Ferdinand Woegerbauer, costumi Anna Maria Heinreich
luci Roberto Innocenti
assistente alla regia Carlo Bellamio
con (in ordine di apparizione) Paolo Graziosi, Alessandro Averone, Elia Schilton, Rosario Lisma, Andrea Nicolini, Arianna Scommegna
Visto al Piccolo Teatro Grassi di Milano. In replica fino al 1° dicembre 2013.
Produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Spoleto56 Festival dei 2Mondi
Cast completo e tournéee

Il ritorno a casa - Trailer ufficiale produzione 2013/14