Menelao

Mio fratello Menelao


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Il nuovo testo di Davide Carnevali, “Menelao”, viene messo in scena a Bologna dalla compagnia Teatrino Giullare, da anni impegnata in ingegnose ricerche sul rapporto fra l’animato e l’inanimato. Scopri gli altri imperdibili debutti della settimanaRenato Palazzi


L’occasione potrebbe essere interessante: Menelao, un testo di Davide Carnevali, uno dei più importanti fra i nuovi drammaturghi italiani, viene messo in scena dal Teatrino Giullare, la compagnia che da anni conduce ingegnose ricerche sul rapporto fra l’animato e l’inanimato, fra l’attore in carne e ossa e le sue propaggini artificiali, il manichino, il fantoccio, la maschera: lo spettacolo, che debutta in prima nazionale sabato 16 all’Arena del Sole di Bologna, è incentrato sulle frustrazioni e le insoddisfazioni del fratello di Agamennone, emblema dell’uomo occidentale di oggi, che potrebbe avere tutto, ma aspira sempre a qualcosa di più, a lasciare il segno, a essere ricordato dai posteri per delle improbabili gesta eroiche.

Belve è il nuovo spettacolo scritto da Armando Pirozzi e diretto da Massimiliano Civica, il duo che aveva realizzato il fortunato, applauditissimo Un quaderno per l’inverno. In questo caso il regista ha chiesto al suo autore di riferimento di avventurarsi su un terreno per lui inedito, quello della farsa, anzi di tentare una riscrittura contemporanea delle strutture della farsa tradizionale. A dare vita ai dieci personaggi sono sei interpreti provenienti dalle esperienze più diverse, Alberto Astorri, i napoletani Salvatore Caruso e Vincenzo Nemolato, Alessandra De Santis, l’attrice-cantante Monica Demuru, Aldo Ottobrino. Lo spettacolo è in programma martedì 19 e mercoledì 20 al LAC di Lugano.

È una versione insolita e piuttosto fuori dai canoni dell’Importanza di chiamarsi Ernesto quella che il Teatro dell’Elfo presenta da martedì 19 alla Sala Umberto di Roma: la caustica commedia, tuttora esilarante, è stata allestita dalla compagnia milanese nell’ambito di un progetto su Oscar Wilde, per aggiungere un controcanto leggero e derisorio alle opprimenti atmosfere repressive di Atti osceni, la ricostruzione dell’insensato processo allo scrittore per l’accusa di omosessualità. E infatti questa Importanza di chiamarsi Ernesto allestita da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia è tutta colorata, tutta stilizzata, con qualcosa di burattinesco, di volutamente caricaturale.

Ben prima di diventare la popolare serie televisiva firmata da Saverio Costanzo, L’amica geniale è stata oggetto di un raffinato adattamento teatrale da parte della compagnia Fanny & Alexander. Due bravissime attrici, Chiara Lagani e Fiorenza Menni, traspongono alla ribalta una serie di episodi del ciclo di romanzi di Elena Ferrante ricavandone non un’azione narrativa vera e propria, ma una serrata partitura di parole, di gesti, di suoni, di luci studiatissime, di movenze ritmiche quasi astratte. È ovviamente impossibile confrontare fra loro linguaggi così diversi, ma è interessante vedere le stesse vicende affrontate in un’altra chiave. Storia di un’amicizia è in scena dal mercoledì 20 a domenica 24 al Teatro Torlonia di Roma.

Da non perdere, da giovedì 21 a domenica 24 alla Triennale Teatro dell’Arte di Milano, Quasi niente, il nuovo spettacolo di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini ispirato ai personaggi di Deserto rosso, il primo film a colori di Michelangelo Antonioni, citati, commentati, osservati come dall’esterno senza essere mai direttamente interpretati dai due attori e dai loro compagni di lavoro, Francesca Cuttica, Benno Steinegger e una straordinaria Monica Piseddu. Attraverso il confronto a distanza con queste figure dell’immaginario cinematografico, Deflorian/Tagliarini raccontano con incredibile intensità smarrimenti e malesseri esistenziali del nostro tempo.