Drugs kept me alive

Arriva a Pontedera lo spettacolo “Drugs kept me alive”, ideato da Jan Fabre per il danzatore e performer visivo italo-americano Antony Rizzi. Con “Ottocento” Le Belle Bandiere di Bucci e Sgrosso portano a Brescia il loro viaggio in un secolo ricco di contraddizioni. Nuovo cimento drammaturgico per Armando Pirozzi, regia di Massimiliano Civica, con “Belve”, in scena a Prato. A Milano, primo studio di “Fascination”, testo della catalana Helena Tornero, allestito da Roberto RustioniRenato Palazzi


Si intitola non a caso Ottocento, e vuole essere un sorprendente viaggio negli ideali e nelle contraddizioni di un intero secolo, lo spettacolo della compagnia Le belle bandiere in programma fino a domenica 22 al Teatro Santa Chiara – Mina Mezzadri di Brescia: Elena Bucci e Marco Sgrosso, interpreti, registi, responsabili della drammaturgia, attingono al teatro, alla letteratura, alla poesia, alla pittura di un’epoca che ha visto audaci sperimentazioni e cambiamenti decisivi nel campo delle arti e della vita sociale, in un percorso che passa dagli autori più svariati, da Poe a Victor Hugo, da Dostoevskij a Tolstoi, da Dumas figlio a Ibsen a Cechov, da Baudelaire a Emily Dickinson, e poi Boldini, Van Gogh, Toulouse- Lautrec, Degas.

Arriva sabato 14 al Teatro Era di Pontedera Drugs kept me alive, un monologo appositamente scritto da Jan Fabre – che firma anche la regia e la coreografia – per il performer Antony Rizzi, danzatore e artista visivo italo-americano che ha già lavorato a lungo con lo stesso Fabre e con William Forsythe. Al centro dell’azione, un uomo che per contrastare gli effetti di una grave malattia assume una esorbitante quantità di farmaci e droghe, e tenta di sfuggire all’incombente percezione della vicinanza della morte cercando la felicità in sogni e visioni indotti dalle sostanze allucinogene.

Dopo il successo del superpremiato Un quaderno per l’inverno, il regista Massimiliano Civica e il drammaturgo Armando Pirozzi tornano a lavorare insieme proponendo un nuovo spettacolo, Belve, in prima nazionale da martedì 17 al Teatro Metastasio di Prato: si tratta, in questo caso, di una farsa, anzi di un tentativo di riscrittura contemporanea delle strutture della farsa tradizionale, che Civica ha chiesto al suo autore di riferimento per mettersi alla prova su un terreno per lui inedito. A dare vita ai dieci personaggi sono sei interpreti provenienti da esperienze molto diverse, Alberto Astorri, uno dei protagonisti del Quaderno per l’inverno, i napoletani Salvatore Caruso e Vincenzo Nemolato, Alessandra De Santis, l’attrice-cantante Monica Demuru, Aldo Ottobrino.

Roberto Rustioni è un bravo attore-regista particolarmente attento alla drammaturgia di lingua ispanica – fra i suoi migliori risultati, l’aguzza messinscena di Lucido dell’argentino Rafael Spregelburd – e ultimamente molto attirato dai nuovi autori catalani, Jordi Casanovas, Pau Mirò e ora Helena Tornero, di cui affronta Fascination: è un testo ambientato in una sala da ballo e incentrato su quattro personaggi le cui storie si incrociano al ritmo incessante delle danze in cui, tre sere alla settimana, sono appassionatamente impegnati. Gli attori, lo stesso Rustioni, Valeria Angelozzi, Alessandro Bruni Ocaña e Miriam Podgornik, lo affrontano in un work in progress che darà vita a un primo studio da mercoledì 18 al Teatro i di Milano.