Tango glaciale reloaded

Tango glaciale reloaded


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Mario Martone ripropone a Roma “Tango glaciale” in versione “reloaded”, storico spettacolo multidisciplinare che nei primi anni ’80 del Novecento rappresentò l’espressione più emblematica dell’allora nuova ondata di registi che si affacciavano sulla scena. Come reagirà il pubblico di oggi? Scopri gli altri debutti da non mancare in settimanaRenato Palazzi


Tango glaciale di Mario Martone è stato, nel 1982, una sorta di spettacolo-manifesto, l’espressione più emblematica di una generazione di giovani registi che, coi loro gruppi, parevano allora destinati a mutare volto al teatro italiano. Questa creazione di Martone, in particolare, era una perfetta sintesi di immagine, musica, movimento, coreografia, luci, diapositive che ricostruivano il viaggio fantastico di tre personaggi attraverso i vari ambienti di una casa, dal salotto al bagno alla cucina. Martone ripropone, da venerdì 5 a domenica 14 al Teatro India di Roma, un Tango glaciale reloaded affidato a nuovi interpreti, per verificarne l’impatto sugli spettatori di oggi.

Da martedì 9 a giovedì 18 Enzo Vetrano e Stefano Randisi rendono omaggio, all’Elfo Puccini di Milano, a quel1o che è stato e continua a essere il loro autore di riferimento, Franco Scaldati, l’attore, regista, poeta e drammaturgo siciliano scomparso sei anni fa, artefice di una scrittura potentemente visionaria e di una febbrile ricerca linguistica. I bravissimi Vetrano e Randisi ne interpretano, nel loro stile stralunato, due testi, l’ormai classico Totò e Vicé (9 – 14) e l’onirico, surreale Ombre folli (12 – 18).

Fra i gruppi più innovativi del teatro contemporaneo, i Rimini Protokoll sono stati sicuramente gli antesignani di tante pratiche artistiche ormai largamente entrate nell’uso, come quella di porre al centro dei propri progetti non degli attori professionisti, ma delle persone coinvolte nelle vicende trattate. In Granma. Metales de Cuba – da non perdere, mercoledì 10 e giovedì 11 all’Arena del Sole di Bologna – portano in scena i nipoti e i discendenti di alcuni combattenti della rivoluzione castrista, chiamati a interrogarsi sul senso di quell’esperienza e di ciò che resta delle speranze che l’avevano alimentata nella Cuba attuale.