Essere

Danza: Focus del Cantiere Florida di Firenze

Quattro nuove compagnie prodotte e tenute a battesimo da altrettante formazioni con esperienza. Anche così si rinnova la scena coreutica italianaAndrea Falcone

 Sabato 7 dicembre 2013 a Firenze, il Focus sulle giovani compagnie del Teatro Cantiere Florida è entrato nel vivo, con tre soli al femminile, aperti come altrettante finestre su pratiche performative diverse e vicine, per i rapporti di collaborazione che legano gli artisti coinvolti alle compagnie di  produzione, all’interno di una progettualità comune.

Per il lavoro di apertura, Claudia Catarzi ha scelto di limitare il proprio spazio a una piattaforma di legno di due metri per lato, sollevata dal palco, per far risuonare ogni passo, evidenziare e contrastare il movimento. In 40.000 centimetri quadrati tutto il resto è annientato, lasciato a se stesso, al buio. Anche il pubblico, al quale la coreografia non fa alcuna concessione, mostrandosi come un esercizio rigoroso ma, proprio per questo, libero, di danza. Con un approccio scientifico, anticipato dal titolo, la Catarzi esplora le possibilità del corpo, in direzioni puntualmente calcolate, rotazioni precise, battiti, affondi, sospensioni, impeccabili nel tempo e nell’intensità.

La chiarezza dell’impianto spettacolare, che non offre alcun cedimento a tentazioni narrative o enfatiche, è di grande impatto. La naturalezza quasi scontrosa del gesto, la semplicità di una perfezione sempre ricercata, centimetro per centimetro, secondo dopo secondo, compongono una pièce compatta e organica, capace catturare lo spettatore, pur mantenendo un alto livello tecnico. Questo è particolarmente vero nella sezione danzata che precede il finale, dove la danzatrice, liberatasi delle scarpe, unisce morbidezza e precisione estreme, in un flusso continuo di passaggi a terra, contrappunti, percorsi inattesi eppure coerenti.

Il secondo pezzo della serata si muove su un terreno completamente diverso. Equivoco vs Freud scritto da Marta Bevilacqua e interpretato da Valentina Saggin, avvicina i risultati di una ricerca di senso che parte dallo studio della Filosofia a una grande sensibilità spettacolare. La coreografa ha una visione cinematografica della danza, in cui ogni dettaglio di luci e scene è importante, dove la frontalità è dominante. L’interprete, bravissima a tenere unita la dimensione ironica della parte con quella simbolica, onirica e rivelatrice, concorre a creare quel clima di vivace giocosità intellettuale che caratterizza il lavoro, a metà tra danza e teatro, della Bevilacqua.

Partiture di gesti ordinari, possibili, oppure totalmente assurdi, interrogano a tempo di musica lo spazio connotato da pochi e significativi elementi. Sono arredi che, se ricordano un qualsiasi  eccentrico interno, rimandano alla vita di Sigmund Freud o alle sue teorie sui simboli dell’inconscio. Il risultato del lavoro finisce per negare le premesse dal quale era partito: ogni elemento, la danzatrice stessa, rivela significati diversi, equivoci appunto, quando è inserito in un discorso (non verbale, in questo caso).

Il terzo solo, sul palco spoglio e illuminato, vede l’autrice e danzatrice Claudia Caldarano riversa a terra, insieme a un’asta-microfono con relativo sintetizzatore. Essere, infatti, è un lavoro che parte da zero, un vuoto illuminato, per attraversare diversi formati spettacolari, dal concerto alla presentazione, al solo di danza, all’intervento da conferenziere. Da questa forma di “stare in scena dinamico” emergono stati fisici e vocali alterati, a volte ironici, a volte bestiali, senza che nessuno prenda il sopravvento. Questa molteplicità di aspetti, che determina la ricchezza del lavoro, nato come work in progress e presentato alla Semifinale del Premio Scenario 2013 lo scorso 26 marzo, rischia a volte di perdersi per eccessiva sintesi. Se la verità del performer, il suo “essere”, appunto, emerge quando egli “getta la maschera”, passando da una parte all’altra, rimane nel lavoro un margine di approfondimento per ogni elemento coinvolto, in modo da delineare con più efficacia questo ambizioso progetto.

Il Focus Giovane Danza si è concluso la sera successiva, con la presentazione di Zona Interattiva, lo spettacolo prodotto dalla compagnia Clack – Teatro Contagi e Versilia Danza. Con le loro differenze, questi appuntamenti hanno dato un contributo per rappresentare la topografia della  nuova danza in Italia. Di riflesso, l’iniziativa ha illuminato la “contemporaneità” di quattro compagnie storiche della ricerca italiana, produttrici di questi lavori, che grazie al coinvolgimento di nuove personalità o l’avviamento di collaborazioni produttive, non hanno smesso di generare innovazione. Versilia Danza e Aldes festeggiano quest’anno il loro ventennale, Arearea e Company Blu l’hanno da poco superato. Alle nuove realtà non si può che augurare una vitalità altrettanto intensa, insieme a un’uguale capacità di fare rete.

Spettacoli visti al Teatro Cantiere Florida di Firenze, nel contesto del Focus Giovane Danza, un’iniziativa ideata da FLOWMOVE / Progetto di Residenza di Versiliadanza, parte di DOTLINE 2013 _ Rete della danza Toscana | 3ª edizione

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40.000 centimetri quadrati
coreografia e interpretazione: Claudia Catarzi
produzione: Company Blu
creazione 2013
durata 20′

Equivoco vs Freud
coreografia: Marta Bevilacqua
interpretazione: Valentina Saggin
elementi di scena: Belinda de Vito
musiche: Vittorio Vella, intervista a Freud, Paganini,PJ Harvey
produzione Arearea
creazione 2013
durata 15′

Essere
coreografia testo e regia Claudia Caldarano
produzione Aldes
in collaborazione con SPAM!/Rete per le Arti Contemporanee/Centro Artistico il Grattacielo/mo-wan Teatro e Circ
Selezione Premio Scenario 2013
creazione 2013
durata 25′

Zona Interattiva
autori Katia Frese, Leonardo Diana, Andrea Serrapiglio
coreografia Leonardo Diana, Katia Frese, Chiara Cinquini, Chiara Innocenti
interpreti Leonardo Diana, Katia Frese, Chiara Cinquini, Chiara Innocenti
musiche Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio
produzione Clack – Teatro Contagi / Versilia Danza
in collaborazione con Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione / Flowin