Francesco Ventriglia

Ventriglia: i teatri d’opera sono ostaggi della casta sindacale


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Continua la polemica innescata dal comunicato stampa e dal video inviati qualche giorno fa ai media dall’ex direttore del Corpo di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino Francesco Ventriglia, con una nuova lettera aperta che pubblichiamo integralmente

Il giovane coreografo già direttore di MaggioDanza, il cui progetto di rilancio della compagnia della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino è stato stoppato dal commissario straordinario della Fondazione Francesco Bianchi dopo che i Sindacati dei lavoratori del teatro avevano ostracizzato il rientro, in qualsiasi forma, dell’ex responsabile della compagnia. Al comunicato di Ventriglia, che rendeva pubblico il fatto, Bianchi aveva risposto con un comunicato stampa duro e minaccioso. Entrambi i  testi li trovate qui.

Scegliamo, ancora una volta, di attenerci al dovere di cronaca, registrando per i nostri lettori i passi di una diatriba che, anche senza commenti, sembra comunque rivelare molto delle modalità di lavoro e di gestione e della mentalità vigente all’interno dei nostri teatri musicali. Né sfugga come il dibattito innescato da Ventriglia vorrebbe/dovrebbe coinvolgere non solo i diretti interessati, gli operatori di settore e gli appassionati. Arriveranno risposte? (s.p.)

2 gennaio 2014

Dott. Bianchi,
parliamo di contenuti e non solo di forma.

Lei sa benissimo che quello che ho dichiarato è vero e dimostrabile e che nulla di illegale ha mosso le miei azioni.
La sua mail dimostra che lei ha agito per il bene del Teatro ,proteggendo il patto integrativo che salverà il Maggio, ma la costrizione da lei subita dalle sigle sindacali è chiaramente espressa nei fatti e la mia denuncia pone l’accento sulla compromissione dei principi di meritocrazia fondamentali nella gestione della cultura e sull’impossibilità che ho come artista di lavorare in Italia da quando, con la mia direzione al Maggio Musicale ho toccato la casta sindacale, scardinando un sistema di privilegi e diritti acquisiti.

La mia vuole essere una battaglia sulla mancanza di di serietà professionale, sulla necessità di trasparenza di etica per impedire che i cervelli o le eccellenze portino un patrimonio italiano all’estero.
Io sono stato nominato Direttore del Ballo a Firenze nell’ottobre 2010 in un’ottica di ristrutturazione del sistema, per portare un modello nuovo di gestione dell’arte coreutica che superasse le vecchie dinamiche, non solo dal punto di vista artistico ma anche economico.

La casta protegge un sistema pieno di privilegi che fa spendere soldi, molti soldi. I baroni costano perché non producono e, infatti, mi viene impedito di continuare su questa strada.
In quest’ottica Maggio Danza ha ottenuto in meno di tre anni risultati molto soddisfacenti, tanto da essere RI-riconsiderata una delle maggiori Compagnie di danza del Paese. Il Sole 24 Ore l’ha definita “modello fiorentino da esportare, un vanto non solo per Firenze ma per l’Italia”.

Ho creduto con totale abnegazione che il sogno di cambiare le cose per davvero fosse vero, autentico. Sono stato abbandonato al mio destino quando i sindacati hanno preso il sopravvento, tanto da essere stato costretto a dimettermi.
Auspico che tutti quei politici che si sono battuti negli ultimi mesi proprio per questi principi, portando nel paese un sentimento di innovazione che tende a scardinare le caste e che hanno ottenuto molti consensi, vogliano raccogliere questa mia battaglia, aiutandomi a fare ,anche nella danza italiana, un po’ di rinnovamento.

Io sono sempre disponibile al confronto e al dialogo.

Francesco Ventriglia

 

Bray, Bianchi, Nastasi

Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray con Francesco Bianchi, commissario straordinario del Maggio Musicale Fiorentino e il direttore dello Spettacolo dal Vivo del MIBAC Salvatore Nastasi all’inaugurazione del Maggio Musicale Fiorentino

 

Un commento su “Ventriglia: i teatri d’opera sono ostaggi della casta sindacale

  1. Caro Ventriglia continui con coraggio nella sua piccola “rivoluzione”, senza mai tralasciare di capire i punti di vista diversi, nel massimo rispetto delle esigenze altrui ma anche aiutando tanti giovani a capire che la meritocrazia è uno slancio per realizzare i propri sogni. Manuela Binaghi