Visita al padre

Visita al padre e altre storie


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Al debutto la pièce di Schimmelpfennig/Rifici ma anche il nuovo spettacolo di Emma Dante, “Le sorelle Macaluso”, “Quartett” di Heiner Müller, “L’ispettore generale” di Gogol/Michieletto, “Non si sa come” di Pirandello/Tiezzi e “Perduto Pinocchio” di Virginio Liberti. I gruppi della nuova scena in “Apache”Renato Palazzi

Di Roland Schimmelpfennig, autore di punta della scena tedesca di oggi, audace sperimentatore di nuove forme drammaturgiche, si erano visti in Italia quattro testi – Notte araba, La donna di un tempo, Push-up, Il drago d’oro – caratterizzati da una particolare tecnica compositiva che intreccia di continuo i vari piani dell’azione, il racconto e la rappresentazione, il presente e il passato, la realtà e la memoria. Da sabato 18 Carmelo Rifici affronta al Teatro Studio di Milano una sua pièce, Visita al padre, in cui un giovane si presenta a casa di un uomo sostenendo di essere il figlio che costui non sapeva di avere avuto. Protagonisti Massimo Popolizio, Anna Bonaiuto e Marco Foschi.

Quartett di Heiner Müller è uno dei testi più emblematici del grande autore vissuto a cavallo delle due Berlino e morto prematuramente nel ’95: è una feroce riscrittura di un classico della letteratura libertina, il romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, i cui protagonisti da quattro si riducono a due, il visconte Valmont e la marchesa di Merteuil, e anziché in un salotto settecentesco sono rinchiusi in un bunker dopo la terza guerra mondiale. Lo ripropone, da martedì 21 al Teatro Carignano di Torino, Valter Malosti, in una nuova messinscena in cui a scambiarsi i ruoli degli spietati seduttori e delle loro vittime sono lo stesso Malosti e Laura Marinoni.

Attivo principalmente nel teatro d’opera, il regista veneziano Damiano Michieletto si è conquistato di recente una vasta fama internazionale culminata nei successi al festival di Salisburgo, dove è ormai di casa. Per lo Stabile del Veneto ha allestito due anni fa una divertente versione personale del Ventaglio di Goldoni: da martedì 21, al Teatro Verdi di Padova, si misura invece a modo suo con uno dei massimi capolavori della drammaturgia russa ottocentesca, L’ispettore generale di Nikolaj Gogol, testo tanto fondamentale quanto, in fondo, poco rappresentato in questi anni in Italia, almeno ad alto livello.

È una paradossale riflessione sugli incerti confini tra la vita e la morte il nuovo spettacolo di Emma Dante, Le sorelle Macaluso, in programma da mercoledì 22 al Teatro Mercadante di Napoli, che lo produce insieme a varie altre realtà europee fra cui il festival di Avignone, dove il lavoro della regista siciliana debutterà la prossima estate. Al centro dell’azione vi sono appunto sette sorelle che si raccolgono in occasione del funerale di una di loro, durante il quale le altre piangono e ridono e rinfacciano e ricordano e rievocano il passato, in un ambiguo spazio famigliare in cui i defunti si mescolano e si confondono con i sopravvissuti.

Gli atti malvagi compiuti inconsapevolmente, le colpe e i delitti più o meno innocenti commessi senza rendersene conto, sono al centro di Non si sa come, il testo di Pirandello che la compagnia Lombardi-Tiezzi affronta da giovedì 23 al Teatro Storchi di Modena: un ragazzo ucciso in stato di incoscienza dal protagonista tanti anni prima, l’accoppiamento – avvenuto quasi in trance – di costui con la moglie del suo migliore amico sono i punti di partenza per una spietata confessione collettiva, destinata a concludersi sanguinosamente. La regia è di Federico Tiezzi, tra gli interpreti sono Sandro Lombardi, Pia Lanciotti, Francesco Colella, Elena Ghiaurov e Marco Brinzi.

Da segnalare, infine, altri due interessanti appuntamenti: al Teatro Studio di Scandicci si replica fino a domenica 26 Perduto Pinocchio, una crudele rilettura della favola collodiana firmata dal regista brasiliano Virginio Liberti e interpretata da Tommaso Taddei. Al Teatro Litta di Milano è iniziato “Apache”, un segmento della programmazione, più che una rassegna vera e propria – a cura di Matteo Torterolo – dedicato a gruppi della nuova scena italiana: fino a lunedì 20 la compagnia Pubblico Teatro e l’etichetta TEMPESTA DISCHI presentano Cinque allegri ragazzi morti.

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