La Biennale secondo Sieni: una paideia in danza


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Si svolgerà dal 19 al 29 giugno il nono Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia, diretto per il secondo anno da Virgilio Sieni. Al centro della sua ricerca coreografica c’è l’idea dell’arte come diretta espressione di una comunità di persone. Leone d’Oro a Steve Paxton, Leone d’Argento a Michele Di Stefano

È stato annunciato Il 9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia che si svolgerà dal 19 al 29 giugno con un prologo e un epilogo. La manifestazione, per il secondo anno curata da Virgilio Sieni entra infatti in stretta dialettica con le altre arti presentate alla Biennale: alle Corderie dell’Arsenale dal 5 giugno, in occasione della 14 Mostra Internazionale di Architettura, oltre ad alcuni brani da Vangelo secondo Matteo dello stesso Sieni, in debutto a luglio saranno mostrati alcuni work in progress di titoli del cartellone del Festival.

Come e più della scorsa edizione, la Biennale della Danza diventa per Sieni l’occasione per realizzare la sua idea di paideia artistica: ovvero arte come espressione di una comunità, che ha  consapevolezza di essere depositaria del patrimonio di una tradizione ma dinanzi a sè ha il desiderio di un futuro da esprimere ed esplorare. Teatri, ma anche calli, canali, campielli i luoghi degli ‘accadimenti’ immaginati da Sieni: tra questi cinque  prime mondiali, prime europee e creazioni assolute per la Biennale. I nomi che firmano il cartellone rappresentano bene l’immaginario e la visione del coreografo fiorentino, dal grande Steve Paxton (che riceverà anche il Leone d’Oro alla Carriera) a  Saburo  Teshigawara; da Christian Rizzo a Jan Martens, da Jérome Bel a Jonathan Burrows con Matteo Fargion. E poi Meg Stuart, Iris Erez, David Zambrano, Roy Assaf. E anche molti italiani delle ultime generazioni: da Michele Di Stefano (cui verrà assegnato il Leone d’Argento per la Danza) a Cristina Rizzo, da Adriana Borriello a Kinkaleri, da Enzo Cosimi ai Dewei Dell.

Molti progetti prevedono inoltre il coinvolgimento dei cittadini, di tutte le età, in un vero e proprio reticolo di danze che traggono anche dalla città stessa e dalle sue ricchezze ispirazione. A questo proposito dal nutritissimo cartellone segnaliamo la sofisticata sezione Aura in cui cinque artisti ospiti – Teshigawara, Laurent Chétouane, Jonathan Burrows con Matteo Fargion, Jérôme Bel, Michele Di Stefano – creeranno 5 performance inedite partendo dal dettaglio di un’opera d’arte di grandi artisti del passato presenti a Venezia: Giorgione, Bellini, Tipeolo, Tintoretto.

La manifestazione, che si avvale della collaborazione con la Fondazione Prada, si chiuderà nei primi tre week end di luglio con Vangelo secondo Matteo: il progetto sarà articolato in 27 quadri interpretati da danzatori, anziani, bambini, gente comune, non vedenti, artigiani, madri, padri e figli, interpreti provenienti da varie regioni italiane e da altri continenti, per un totale di oltre centoventi persone, dirette dallo stesso Sieni.

Per il calendario dettagliato di tutti gli eventi rimandiamo al sito della Biennale. Nella foto, Virgilio Sieni con il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta.

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